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Pascoli e il Novecento
Negli ultimi anni dell’800 si vanno sgretolando:
i miti della società liberale e insieme anche l’ideale Risorgimentale;
il mito dell’internazionalismo soppiantato dagli interessi particolaristici degli Stati nazionali;
il mito del positivismo scientifico;
il mito della borghesia come forza sociale nuova propulsiva sana
Condizioni queste che portano ad un tentativo di fuga dalla realtà e all’accentuarsi negli intellettuali di una sensibilità "decadente" Ne sono espressione:
l’estetismo e la ricerca del bello;
il superomismo;
l’accentuarsi della "minaccia" socialista e i tentativi di porvi freno;
la frattura dell’intellettuale dalla società intimismo; crepuscolarismo; ritorno ai classici
Pascoli tenta inizialmente la strada dell’impegno poi deluso e disilluso si rifugia in un atteggiamento introspettivo affidandosi alle sensazioni come agli unici significati possibili e riducendo la poesia ad una sorta di pittura alla maniera degli impressionisti che colga l’attimo il particolare l’emozione
La sua poesia va alla ricerca di una "sfera di meraviglia quasi primigenia" si intreccia ad una selva di simboli oggettivi una metafisica del non significabile nel rifiuto di ogni possibile motivo didascalico epico storico
Il suo nuovo linguaggio vuole essere soprattutto interiore grazie ad un sistema espressivo che va dalla sintassi analogica a quella delle equivalenze oggettive esami temi
La poetica delle cose del particolare si intreccia con una chiara preoccupazione di definire lo specifico della poesia distinguendolo via negationis dalle altre attività: la poesia
non è razionalità;
non procede per sillogismi;
non tende a convincere la mente secondo ragionamenti logici;
non è moralità;
non tende a persuadere la volontà di chi legge o ascolta
La poesia vede tutto con meraviglia tutto come fosse la prima volta Non sta nel ritmo né nella rima ma in una improvvisa rivelazione del mondo che rinasce ogni volta
La poesia è educativa non per i contenuti didascalici ma in sé stessa l’impoetico è anche il male
Nell’ambito del panorama letterario del decadentismo Pascoli aprì la strada a nuove forme poetiche incentrate sulla libertà della parola mettendo definitivamente in crisi il classicismo scolastico
La vita
Pirandello nacque a Girgenti oggi Agrigento nel 1867 da una famiglia della borghesia commerciale di tradizione risorgimentale e garibaldina Frequentò le Università di Palermo e Roma e si laureò in lettere a Bonn nel 1891
Successivamente si stabilì a Roma dove conobbe Capuana grazie al quale fu introdotto negli ambienti letterari Collaborò con scritti critici e poesie alla "Nuova Antologia" e condusse sul "Marzocco" una violenta polemica letteraria antidannunziana A partire dai primi anni del ‘900 inizia ad affermarsi come scrittore di romanzi e di novelle Del 1908 è il saggio sull’Umorismo fondamentale per interpretare la poetica pirandelliana
Insegnò fino al 1922 al Magistero di Roma per far fronte a dissesti finanziari il suo patrimonio fu devastato da una crisi delle aziende di zolfo della famiglia e occuparsi della malattia mentale da cui era affetta la moglie
Nel dopoguerra raggiunse la fama oltre che in Italia anche in Europa
Nel 1925 con il figlio Stefano fondò a Roma e diresse una compagnia teatrale in cui debuttò la giovane Marta Abba che sarà poi interprete per eccellenza del teatro pirandelliano e ispiratrice privilegiata del drammaturgo siciliano
Nel 1934 ricevette il premio Nobel per la letteratura
Nel 1936 morì a Roma mentre lavorava al dramma I giganti della montagnaPirandello romanziere
Pirandello opera all’interno del romanzo una sorta di "Rivoluzione copernicana" in quanto:
nega la centralità della coscienza letteraria;
nega la pretesa di conoscenza totalitaria del reale;
respinge la funzione eticocivile dello scrittore;
propone una struttura letteraria aperta non conclusa problematica;
i suoi romanzi hanno qualità dialettica: sono aperti cioè al continuo confronto e scambio tra le parti e i punti di vista
L’esclusa esami temi
Il testo completo del romanzo
Questo romanzo si pone nel solco della tradizione verista ma se ne distacca per molti aspetti:
in primo luogo per la discontinuità dei piani narrativi e le continue intrusioni di un tempo interiore diverso da quello oggettivo
In secondo luogo per la novità grottesca nell’invenzione della trama
Pirandello dunque non aderisce al modello verista come ad un principio assoluto ma ne accetta le forme esistenti per sovrapporvi la propria personalità letteraria
La storia di Marta Ayala non lo interessa per le sventure e i casi patetici che essa propone
Ambedue le tipologie erano già presenti nel vecchio esame di maturità quindi la maggior parte degli studenti ha già una certa confidenza con questo genere di prova di scrittura
Nel tema storico si richiede di solito di presentare un personaggio storico che ha avuto particolare influenza sugli eventi di un determinato periodo ad esempio Giovanni Giolitti e il periodo tra le due guerre oppure di analizzare un avvenimento che ha influito sulle vicende successive in modo determinante ad esempio il crollo del muro di Berlino o di trattare di un processo storico individuandone le varie tappe evolutive ad esempio la rivoluzione industriale
Il tema storico non deve essere un semplice resoconto degli avvenimenti ma deve presentare anche dei risvolti critici Chi decide di affrontare questo genere di prova non solo quindi dovrà conoscere molto bene gli avvenimenti che precedono e seguono quello richiesto dalla traccia ma deve essere anche in grado di commentare i fatti in modo personale
Nel tema di cultura generale si richiede di esprimere le proprie idee in ordine a fatti o argomenti di discussione di cui si sono occupati recentemente i giornali e la televisione come ad esempio il disagio giovanile il lavoro minorile l’eutanasia la globalizzazione ecc oppure intorno a considerazioni di carattere generale introdotte di solito da citazioni di autori famosi ad esempio la traccia del tema di cultura generale del 1996 era: "Quando un popolo non ha più senso vitale del suo passato si spegne La vitalità creatrice è fatta di una riserva di passato Si diventa creatori anche noi quando si ha un passato La giovinezza dei popoli è una ricca vecchiaia" Cesare Pavese
Il tema di cultura generale quindi necessita di una buona preparazione e documentazione su tutti gli eventi più dibattuti nel corso dell’anno e di un impianto argomentativo sviluppato con modalità espressive originali in modo da lasciare trasparire la personalità e la capacità critica di chi lo elabora
Le forme del discorso
Le tecniche di rappresentazione dei pensieri e delle parole dei personaggi sono varie e assai indicative delle modalità di narrazione preferite dall’autore Esse vengono qui di seguito riportate
Discorso diretto: il narratore riporta le parole del personaggio in forma diretta prima persona cedendogli la parola e limitandosi ad introdurre il suo discorso con un verbo dichiarativo Se quest’ultimo manca si ha il discorso diretto libero che ha un effetto di maggior immediatezza
Es: "La fante disse: "Ella vuole che voi vegniate a cavallo…" Dal Novellino
Es:"Ma dì su dunque" "Io non posso più esser meglio di quel poverino!" da A Manzoni I promessi sposi cap XXV
Discorso indiretto: il narratore riferisce la parole del personaggio in maniera più o meno arbitraria in forma indiretta terza persona facendole dipendere da un verbo dichiarativo Es: "Ei diceva che la razione di busse non gliel’aveva levata mai il padrone ma le busse non costavano nulla" da Verga Rosso Malpelo
Discorso indiretto libero: il narratore recupera la voce del personaggio ma in terza persona senza interrompere il testo con un verbo dichiarativo e senza le virgolette; tale forma riporta molte tracce del discorso vivo originario esclamazioni interrogazioni espressioni del parlato secondo l’immediatezza del discorso diretto; però a differenza dell’analisi esterna propria del dialogo approfondisce meglio alcuni tratti interiori culturali psicologici come in Verga e Pirandello del personaggio perché passa attraverso la mediazione dell’autore Il discorso indiretto libero comporta pertanto una cooperazione tra narratore e punto di vista del personaggio
Es: Ne Il treno ha fischiato Pirandello dopo la descrizione di una notte insonne del protagonista che all’improvviso aveva udito il fischio lontano di un treno scrive: "[…] ed era corso col pensiero dietro a quel treno che si allontanava nella notte C’era ah! c’era fuori di quella casa orrenda fuori di tutti i suoi tormenti c’era il mondo tanto tanto mondo lontano a cui quel treno s’avviava … Firenze Bologna Torino Venezia … tante città in cui da giovane era stato e che ancora certo in quella notte sfavillavano di luci sulla terra"
Discorso raccontato: il narratore riassume sommariamente le parole del personaggio con oggettività e distacco Es: "Renzo […] domandò dell’abitazione del dottore gli fu indicata e v’andò" Manzoni op cit cap III
Monologo: il personaggio si rivolge a se stesso ponendosi contemporaneamente come emittente e ricevente del messaggio; non c’è la mediazione dell’autore che solo trascrive le parole come fossero una confessione Il monologo predilige il presente e le forme infinitive Es: "se quell’altra vita di cui mi hanno parlato quand’ero ragazzo di cui parlano sempre come se fosse cosa sicura; se quella vita non c’è se è un’invenzione dei preti che fo io perché morire" da Manzoni opera citata cap XXI esami temi
Soliloquio: il personaggio parla in maniera elementare a se stesso rivolgendosi ad un interlocutore non presente Es: "Io fare il diavolo! Io ammazzare tutti i signori! Un fascio di lettere io! […] Pagherei qualche cosa a trovarmi a viso a viso con quel mercante […] e domandargli con comodo dov’abbia pescate tutte quelle belle notizie" da Manzoni op cit cap XVII
Monologo interiore: è un discorso non pronunciato e senza ascoltatori Il personaggio in prima persona esprime fra sé e sé i pensieri più nascosti spesso per associazione di idee e quindi con un ordine non rigorosamente logico Non c’è la mediazione del narratore come accadeva nel discorso indiretto libero che era in terza persona ma come quest’ultimo manca del verbo introduttivo di comunicazione È spesso condotto su diversi piani temporali del passato e del presente è ricco di interrogative esclamazioni e consiste in ricordi riflessioni domande Il tempo del racconto è rallentato si estende a dismisura anche se accade poco o nulla
Es: "Era un’ultima sigaretta molto importante Ricordo tutte le speranze che l’accompagnarono […] Quest’ultima sigaretta significava proprio il desiderio di attività anche manuale e di sereno pensiero sobrio e sodo […] Adesso che sono qui ad analizzarmi son colto da un dubbio: che io forse abbia amato tanto le sigarette per poter riversare su di esse la colpa delle mie incapacità Chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l’uomo ideale e forte che m’aspettavo" da Svevo La coscienza di Zeno Il fumo
Flusso di coscienza: è una forma di monologo interiore che riporta in superficie in modo immediato la sfera dell’inconscio Esso registra il flusso alogico e frammentario di pensieri immagini sensazioni del personaggio senza segni d’interpunzione e senza connettivi logici È tipico della narrativa angloamericana
Es: "Un bel sollievo dovunque si sia non tenersi l’aria in corpo chissà se quella braciola di maiale che ho preso col té dopo era proprio fresca con questo caldo non ho sentito nessun odore sono sicura che quell’uomo curioso del norcino è un gran furfante spero che quel lume non fumi […]" J Joyce Ulisse
Rima baciata
collega due versi consecutivi secondo lo schema AA BB …
di vendicar la morte di Troiano A
sopra re Carlo imperator romano A
L Ariosto
Rima alternata
collega due versi pari e due versi dispari secondo lo schema AB AB …
Le donne i cavalier l’arme gli amori A esami temi
le cortesie l’audaci imprese io canto B
che furo al tempo che passaro i Mori A
d’Africa il mare e in Francia nocquer tanto B
L Ariosto
Rima incrociata
prevede almeno quattro versi perché collega il 1° verso con il 4° e il 2° con il 3° secondo lo schema ABBA …
Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono A
di quei sospiri ond’io nudriva ’l core B
in sul mio primo giovenile errore B
quand’era in parte altr’uom da quel ch’io sono A
F Petrarca
Rima replicata
collega strofe di tre versi perché unisce i primi tre ai secondi tre secondo lo schema ABC ABC …
Ma ben veggio or sì come al popol tutto A
favola fui gran tempo onde sovente B
di me medesmo meco mi vergogno; C
e del mio vaneggiar vergogna è ’l frutto A
e ’l pentersi e ’l conoscer chiaramente B
che quanto piace al mondo è breve sogno C
F Petrarca
Rima incatenata
o terza rima le rime si sussuegono a catena nelle terzine secondo lo schema ABA BCB CDC … cioè il 1° verso rima col 3° il 2° col 4° e 6° il 5° col 7° e 9°
Nel mezzo del cammin di nostra vita A
mi ritrovai per una selva oscura B
che la diritta via era smarrita A
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura B
esta selva selvaggia e aspra e forte C
che nel pensier rinnova la paura B
Dante Alighieri
Rima invertita esami temi
si riferisce ad una sequenza di almeno sei versi secondo tre possibili schemi di inversione: ABC/CBA ABC/BCA ABC/ACB
[…] l’acque
cantò fatali ed il diverso esiglio A
per cui bello di fama e di sventura B
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse C
Tu non altro che il canto avrai del figlio A
o materna mia terra; a noi prescirisse C
il fato illacrimata sepoltura B
U Foscolo
Rima Interna
quando la rima collega l’ultima parola di un verso e una parola interna allo stesso verso oppure al verso seguente
La rima interna può cadere al termine di un emistichio e in questo caso si chiama rima al mezzo o rimalmezzo
Codesto solo oggi possiamo dirti
ciò che non siamo ciò che non vogliamo
E Montale
Entrambe hanno uno scialle ad arance || a fiori a uccelli a ghirlande
divisi i capelli in due bande || scendenti a mezzo le guancie
G Gozzano
Versi sciolti
sono quelli non uniti da alcuna rima ma costituiscono un’unità metricoritmica per es l’endecasillabo
Il carme dei Sepolcri di U Foscolo
Il bisillabo: è raro ma nella poesia moderna viene adoperato in combinazione con altri versi L’accento cade sulla 1a posizione
Il quaternario: ha quattro sillabe con accento fisso sulla 3a posizione È il verso dei libretti d’opera o si trova come emistichio dei versi lunghi o ancora in alternanza con gli ottonari
Il senario: è un metro assai vivace adoperato molto nella poesia patriottica dell’Ottocento La posizione dell’accento è la 2a raramente 1a e la 5a
L’ottonario: molto usato nelle ballate popolari Gli accenti cadono in 3a e 7a posizione; la cesura eventuale è dopo la 4a posizione
Il decasillabo: è formato da dieci posizioni; gli accenti ritmici cadono in 3a 6a 9a posizione mentre l’eventuale cesura si pone dopo la 4a sillaba
Strato fonologico esami temi
È stata osservata da parte dei critici letterari una dominanza dei timbri aperti timbri determinati dalla presenza della vocale "a" nelle parole scelte da Leopardi per esprimere l’immagine dell’infinito mentre le parole che indicano elementi fisici e terreni sono caratterizzate dalla presenza di timbri chiusi presenza della vocale "o" Verifica quanto detto trascrivendo nello schema che segue le parti di testo sostantivi e aggettivi ad essi riferiti caratterizzate da timbro aperto e quelle caratterizzate da timbro chiuso
Il testo rivela una presenza considerevole di parole polisillabiche cioè composte da più di tre sillabe È questo un elemento che rallenta la velocità della lettura e costringe ad una più marcata scansione delle sillabe mettendone in evidenza il suono
Trascrivi i polisillabi presenti nel testo
L’idillio leopardiano è costituito da versi endecasillabi sciolti cioè non raggruppati in strofe
Indica il motivo per il quale L’infinito non può essere considerato un sonetto
L’infinito è costituito da quindici versi e non da quattordici come
tutti i sonetti
L’infinito è costituito da quindici versi e non da quattordici versi
strutturati in due quartine e due terzine
L’infinito presenta lo stesso tipo di verso endecasillabo tipico dei
sonetti ma non è articolato in strofe
L’infinito è costituito da versi endecasillabi e da quattro periodi che
possono essere considerati equivalenti a quattro strofe Tuttavia
non può essere considerato un sonetto perché le strofe sono di
grandezza variabile
Strato metricoritmico
Leopardi ricorre frequentemente a enjambement che dilatano lo spazio del verso e alternate con le cesure creano un ritmo vario segnato da rallentamenti e da accelerazioni
Dopo aver trascritto i principali enjambement presenti nell’idillio osserva come essi oltre all’effetto ritmico già evidenziato siano utilizzati anche per separare e quindi mettere in evidenza i termini che esprimono l’idea di infinito
Essendo costituito da versi sciolti il testo si caratterizza per la totale assenza di rime Si registra invece la presenza di una sola assonanza cioè di una similarità di suono determinata dalla presenza delle stesse vocali ma di consonanti diverse nella parte terminale di due versi
Trascrivi l’assonanza presente nel testo
Strato sintattico
Dal punto di vista sintattico il testo leopardiano è costituito da quattro periodi scanditi da altrettanti punti fermi
Sottolinea sul testo i periodi presenti ed osserva come essi abbiano una distribuzione simmetrica: il primo e il quarto periodo sono più brevi; il secondo e il terzo sono più ampi
Strato semantico
Dal punto di vista lessicale la lirica è realizzata con un impianto moderno appena attenuato dal saltuario inserimento di qualche termine arcaico che ha il compito di creare un’atmosfera di ricordi e di interiore raccoglimento
Abbiamo indicato su una colonna alcuni termini più moderni e di uso quotidiano presenti nel testo leopardiano A te il compito di trascrivere quelli più arcaici letterari e ricercati esami temi
Dal punto di vista semantico il primo elemento che balza all’attenzione del lettore è la massiccia presenza degli aggettivi e dei pronomi dimostrativi "questo" e "quello": se ne contano otto in quindici versi Come ha osservato il critico letterario Angelo Marchese si tratta di una frequenza particolarmente significativa perché serve a mettere in evidenza il continuo passaggio del Poeta dalla realtà fisica e circoscritta alla dimensione spirituale in cui egli coglie il senso dell’infinito ed è felice di potersi sentire parte di esso In particolare per cogliere il continuo passaggio dell’Io del Poeta dalla realtà fenomenica alla realtà metafisica bisogna ricordare che "questo" indica una relazione di vicinanza tra chi parla e l’oggetto indicato mentre "quello" indica una relazione di lontananza Così ad esempio nella prima parte del testo le espressioni questo colle e questa siepe indicano che il poeta è ancora legato alla realtà fisica e naturale
Abbiamo suddiviso il testo in quattro parti corrispondenti ad altrettante fasi del rapporto tra il Poeta e l’infinito A te il compito di completare lo schema analizzando gli aggettivi ed i pronomi dimostrativi presenti nelle varie parti e precisando se in ciascuna di esse il Poeta si trovi nella dimensione fisica o nella dimensione spirituale
Di particolare importanza per cogliere il rapporto tra la realtà razionale fisica della natura e la realtà spirituale metafisica dell’infinito è la congiunzione avversativa "Ma" presente nel testo Essa infatti riprende il senso di privazione e di esclusione avvertito dal Poeta a causa dell’ostacolo fisico la siepe che limita il suo sguardo ma lo ribalta in una formidabile opportunità di conoscenza superiore: è proprio grazie a quell’ostacolo fisico che il poeta non potendo vedere l’orizzonte lo immagina e arriva a immaginare perfino l’infinito spaziale In questo modo il Poeta pone l’intuizione come strumento privilegiato per scoprire l’intima essenza dell’univers
Individua la congiunzione avversativa presente nel testo e trascrivi anche i predicati verbali che esprimono lo sforzo di conoscenza compiuto dal Poeta attraverso l’intuizione e la fantasia
Analisi del testo
Effettuare l’analisi di un testo poetico non significa soltanto individuare le caratteristiche formali presenti in esso ma anche attribuire a tali caratteristiche uno specifico significato In altri termini si tratta di capire per quale motivo l’autore ha adottato particolari elementi strutturali quale messaggio e quali valori ha posto in evidenza attraverso le sue particolari scelte tecnicoespressive
Sulla base degli elementi strutturali evidenziati nelle pagine precedenti abbiamo elaborato un’interpretazione sintetica del testo dalla quale emerge lo stretto legame esistente tra le scelte stilistiche e strutturali effettuate dall’autore e il messaggio ideologico che egli ha inteso trasmettere Completa il testo che segue inserendo i termini tecnici mancanti
semantico congiunzione fonologico lessico timbri chiusi versi sciolti cesure
Nell’idillio leopardiano la descrizione paesaggistica non è mai semplice celebrazione della bellezza della natura ma si pone come premessa da cui far scaturire una riflessione sul rapporto tra l’uomo e la natura e più in generale sul destino ultimo dell’uomo
L’Infinito realizzato da Leopardi nel 1819 esprime la piacevole sensazione avvertita dal Poeta nel momento in cui percepisce di essere parte dell’immensità
È questa una consapevolezza non immediata né scontata ma una conquista graduale alla quale il poeta giunge attraverso la propria intuizione fantastica Un’intuizione che per espletarsi ha bisogno che gli organi di senso e lo spirito razionale che li governa siano momentaneamente impediti nel nostro caso è la siepe a costituire un impedimento alla vista del lontano orizzonte
Particolarmente significativa è la funzione della ………………… avversativa "Ma" posta all’inizio del quarto verso proprio per sottolineare come la limitazione degli organi di senso possa tradursi in una grande opportunità conoscitiva Infatti è soltanto quando gli organi di senso sono impediti e la conoscenza razionale non può realizzarsi che la conoscenza intuitiva trova la condizione necessaria per realizzarsi Pertanto nel testo leopardiano l’intuizione si pone come una forma di conoscenza fondamentale poiché consente all’uomo di non fermarsi alle caratteristiche esteriori delle cose e dei fenomeni naturali ma di cogliere gli intimi rapporti tra le cose e in definitiva l’essenza della realtà stessa
Altro elemento che caratterizza lo strato ……………………… del testo è il frequente uso degli aggettivi e dei pronomi dimostrativi "questo" e "quello" Ad essi infatti è affidato il compito di sottolineare le fasi attraverso le quali il poeta passa dalla realtà fisica che si può percepire attraverso gli organi di senso alla realtà metafisica infinita che si può soltanto intuire La prima fase infatti vede il Poeta ancora legato alla realtà fisica il colle la siepe l’orizzonte Ma l’impedimento visivo costituito dalla siepe gli consente di attivare l’immaginazione grazie alla quale immaginare spazi interminabili: è la fase in cui il Poeta allontanatosi mentalmente dalla realtà fisica che lo circonda intuisce l’infinito spaziale L’improvviso fruscio del vento riporta il Poeta alla dimensione finita e terrena ma poi con un ulteriore e definitivo atto intuitivo percepisce il senso dell’eternità infinito temporale e prova piacere nel sentirsi parte di tanta immensità esami temi
Alla sottolineatura e al rafforzamento di questo messaggio di fondo concorrono tutti gli altri elementi strutturali del testo Ancora a livello di strato lessicale non va ignorata la presenza di un …………………… contemporaneo che tuttavia presenta l’inserimento di alcuni termini arcaici i quali contribuiscono a creare un’atmosfera fondata sulla memoria e sul raccoglimento interiore
Alla percezione serena e gradita dell’infinito concorre anche lo strato ………………… del testo che si caratterizza per la presenza di timbri aperti ed in particolare della vocale "a" in tutti i termini che trasmettono l’idea di infinito mentre quelli che esprimono elementi terreni e finiti presentano …………………………… e in particolare la vocale "o"
Lo strato metricoritmico si caratterizza per la presenza di …………………… cioè non legati da un preciso schema di rime Pertanto il ritmo del testo resta affidato non solo all’armonia interna dei versi endecasillabi quanto all’alternarsi di enjambement e di ………………… Queste ultime accelerano il ritmo soprattutto in corrispondenza degli alterni passaggi dalla realtà fisica a quella metafisica mentre i primi lo rallentano in corrispondenza delle fasi in cui l’Io poetico si trova immerso nella percezione intuitiva dell’infinito Né va taciuto l’effetto che gli enjambement conseguono anche a livello semantico ogniqualvolta pongono in posizione di particolare evidenza i termini che esprimono l’idea di infinito
Giosuè Carducci Pianto antico
L’albero a cui tendevi
La pargoletta mano
Il verde melograno
Da’ bei vermigli fior
Nel muto orto solingo
Rinverdì tutto or ora
E giugno lo ristora
Di luce e di calor
Tu fior della mia pianta
Percossa e inaridita
Tu de l’inutil vita
Estremo unico fior
Sei nella terra fredda
Sei nella terra negra;
Né il sol più ti rallegra
Né ti risveglia amor
Di fronte al dolore per la morte del proprio bambino non ci sono più parole c’è solo il pianto la manifestazione cioè più individuale ed intima nascosta di una sofferenza altrimenti inesprimibile Ed allo stesso tempo è un pianto antico universale ed esteso quasi al dolore di tutti gli esseri viventi capace di esternare in quattro quartine di settenari verso breve e qui icastico dal ritmo particolarmente franto e singhiozzante un sentimento privato e inaccessibile legato ad un evento e ad un momento particolari ma insieme estendibile al passato – anche attraverso una densa filigrana di rimandi testuali e concettuali alla poesia classica ed in particolare al lirico greco Mosco e al futuro nel momento in cui questo Pianto antico si fa emblema della condizione esistenziale dell’uomo esami temi
Già il titolo di questa breve lirica legata alla scomparsa del piccolo Dante avvenuta nel giugno del 1871 unico figlio maschio oltre alle due bambine Beatrice e Laura di Carducci ed inserita nella raccolta Rime Nuove 1887 ci dà l’esatta percezione del periodo storico e degli sviluppi della poetica dell’autore
Il componimento si colloca infatti in quella fase che segna per Carducci il passaggio da poeta artiere a poeta artista che abbandonato lo strale polemicosatirico di Giambi ed Epodi e la foga giacobina e libertaria della fase "satanica" si concentra su temi più intimi e privati affrontando appunto il problema del dolore della morte della memoria e della nostalgia con un atteggiamento di virile accettazione del destino lontano sia da tentazioni nichilistiche ed autodistruttive che da prospettive consolatorie di marca spiritualecristiana ma sempre confortato dalla lezione della poesia classica Anche un altro componimento della stessa raccolta infatti Funere mersit acerbo che prende il titolo da un emistichio virgiliano dell’Eneide rievoca la scomparsa del piccolo Dante legata idealmente a quella dell’altro Dante fratello ventenne dell’autore morto suicida pochi anni prima
Le quattro strofette di quest’ode anacreontica all’apparenza semplici e dall’andamento piano quasi cantilenante una rima baciata all’interno di ognuna di esse tra il secondo e il terzo verso ed una rima finale che le collega tutte nell’ultimo verso sempre tronco nascondono anche a livello metrico una struttura complessa e piena di richiami interni
Il ritmo si sviluppa dalla prima all’ultima strofa in un crescendo di drammaticità rendendosi man mano più asciutto franto spezzato dall’allitterazione della lettera r e da suoni duri ed aspri Parallelamente lo stile volge verso una perentorietà che si fa lapidaria al punto che l’ultima quartina è quasi un epitaffio nelle ripetizioni anaforiche e nella rigidità icastica del costrutto
Alla perfetta corrispondenza tra livello fonico timbrico e ritmico secondo il principio di equivalenza postulato da Roman Jakobson fa riscontro un campo semantico che si sviluppa in modo parallelo alla struttura lessicale Le prime due quartine infatti enucleano il concetto potremmo dire panteistico del perpetuo rinascere del "rinverdire" della vita in un ciclico ritorno di colore odori luce calore e sono dominate da un ritmo disteso piano in una struttura salda e precisa che viene geometricamente e altrettanto precisamente ribaltata letta quasi in uno specchio nelle due quartine conclusive
La continua rinascita e l’avvicendamento naturale e ciclico di vita e di morte che avviene sulla terra si riflette specularmente nella fine definitiva ed irrevocabile di un evento unico e irripetibile che nessun’altra estate potrà resuscitare alla vita esami temi
In questa prospettiva rovesciata dunque ciò che prima si svolgeva sopra la terra lascia il posto a ciò che per sempre sarà racchiuso sotto la terra dentro di essa e quello che a livello temporale ritornerà sempre si scontra con quello che non si ripeterà mai Il parallelismo semantico inoltre è sagomato su quello sintattico Entrambe le coppie di quartine infatti hanno il soggetto posto in evidenza in principio di verso con funzione enfatica di parola chiave l’albero…/tu… ed il verbo nella quartina successiva rinverdì…/ sei… evidenziando anche a livello grammaticale quello che si potrebbe definire un "chiasmo semantico" per cui alle parole albero e fior della prima strofa corrispondono tu fior e mia pianta nella terza Qui si sviluppa anche grazie alla forte funzione conativa del tu ad inizio verso a alla funzione emotiva del possessivo mia la metafora che è alla base dell’intera lirica tra l’alberonatura che si rinnova e l’alberouomo il poeta ormai sfiorito e privo di vita
Nell’ultima quartina infine all’iniziale tendevi verbo di movimento e di conato è contrapposto –e raddoppiato il verbo sei segno di assoluta e irrevocabile staticità Il ritmo si fa discendente e pone in risalto la cupa aggettivazione posta in fine di verso …fredda/…negra fino a raggiungere nei due versi finali una definizione di morte che il poeta riesce a descrivere solo in via negationis né…/né… ovvero per sottrazione di tutti quegli elementi vitali così fortemente sottolineati in principio: sottrazione di calore di luce di gioia di amore E qui dove la morte può essere definita solo come nonvita il pianto antico si fa rimpianto presente
Il romanzo della crisi
Introduzione
L'esperienza della Grande Guerra aveva lasciato negli animi degli intellettuali un senso di disperazione e di disorientamento: le opere di questo periodo infatti erano il segno evidente del disagio storico ed esistenziale vissuto negli ambienti di cultura ed inoltre di una concezione della vita segnata dalla precarietà delle cose e dalla costante presenza della morte
Il modello intellettuale che operava quindi nell'età fra le due guerre si faceva portavoce di una fortissima eredità decadente riscontrabile questa nella coscienza lacerata e nello stato di perenne viaggio e ricerca; teso ad esplorare gli angoli più riposti dell'"Io" destinato però a perdersi in un mondo estraneo ed indifferente alla sua sensibilità Freud parlava di un intellettuale " sempre meno padrone in casa propria " alla ricerca costante di un equilibrio tra la crisi esistenziale e l'esigenza di valori e ideologie cui fare riferimento; rivolto attraverso il ricordo a riaffermare uno spazio e un tempo lontani da lui esami temi
Si cominciò quindi a parlare di un passaggio dalla fase della "crisi" appartenente all'età decadente e ai primissimi anni del '900 alla "coscienza della crisi" L'intellettuale infatti non si abbandonava più "alla malattia alla follia alla nevrosi al delirio al sogno e all'incubo all'allucinazione come strumenti privilegiati del conoscere" ma con una maggiore consapevolezza critica voleva indagare nella psiche umana guardando attentamente alla propria realtà interiore e alle sue intime lacerazioni
A questa coscienza critica del proprio stato esistenziale corrisposero dunque notevoli innovazioni nell'arte e in particolare nella narrativa
Attraverso l'uso del monologo interiore e del "flusso di coscienza" infatti scrittori quali Italo Svevo James Joyce e Virginia Woolf attuarono un passaggio dal cosiddetto ROMANZO ESTETIZZANTE al nuovo ROMANZO PSICOLOGICO In questi autori quindi non ritroviamo paesaggi e atmosfere che erano state proprie di Oscar Wilde o Gabriele D'Annunzio; il loro era un "romanzo della crisi": la crisi e la frantumazione dell'"Io" della società del narratore e del personaggio
Il romanzo dell'800 era nato come espressione di una società e di una cultura dai valori ben definiti affidandosi a personaggi dall'identità ben precisa e collocando le vicende secondo un preciso ordine temporale e causale: si trattava quindi di una narrazione di fatti e di ambienti sociali descritti con esattezza e collocabili in un dato momento storico Fu invece il romanzo decadente a ribaltare completamente questa concezione introducendo a sua volta un'analisi più attenta dei sentimenti interiori Nel '900 così la mutata situazione culturale determinata dalla consapevolezza dei limiti della conoscenza scientifica e dalla "relatività" dei concetti tradizionali di tempo e di spazio generò un nuovo tipo di romanzo quello psicologico
Esso presentava personaggi INQUIETI in cerca di un'identità precisa nei quali il tempo era puramente interiore ed i fatti erano collegati secondo la soggettiva coscienza di ciascuno In termini strutturali a tale innovazione corrispondeva la dissoluzione della trama romanzesca tradizionale: nasceva infatti una nuova tecnica espressiva il MONOLOGO INTERIORE appunto che univa le idee non secondo un ordine logico e causale ma secondo la SOGGETTIVITA' del personaggio Si trattava di un romanzo non di fatti cose eventi ma di riflessione di analisi minuziosa degli stati d'animo e dei conflitti interiori
Per fare questo naturalmente diventava difficile o addirittura impossibile raccontare attraverso un punto di vista esterno osservando vale a dire dall'alto i personaggi e la vicenda: ai fatti che si intersecavano in trame avvincenti ed entusiasmanti si sostituivano ora i flussi di coscienza ciò che accadeva nella mente gli impulsi dei personaggi I protagonisti vivevano in una condizione di normalità e le loro vicende erano più che altro interiori Quando si raccontava con gli occhi dei personaggi si dava voce alla memoria alle emozioni e alle idee in altre parole a qualcosa che non aveva una dimensione temporale: questo quindi comportava che il tempo della storia e quello della narrazione si allontanassero a volte a dismisura nell'Ulysses di Joyce ad esempio si raccontava in circa mille pagine una sola giornata
La cultura di inizio secolo aveva fatto oramai comprendere come il tempo non fosse una realtà oggettiva misurabile ma una percezione individuale soggettiva: il tempo non esisteva all'esterno dell'individuo ma era INTERIORIZZATO e ciò non si esplicava soltanto in "flashbacks" e in ricordi: i pensieri i ricordi e gli affetti del cuore erano espressi attraverso la tecnica del monologo interiore e del flusso di coscienza; tecnica questa utilizzata nelle opere letterarie di Svevo Joyce e Virginia Woolf
"LA COSCIENZA DI ZENO"
"La Coscienza di Zeno" esce nel 1923 presso l'editore Cappelli di Bologna
A differenza dei due romanzi precedenti "Una vita" e "Senilità" si svolge in prima persona: esso non si presenta come narrazione di una vicenda particolare ma come un'autobiografia aperta in cui non si segue un discorso organico ma si aprono squarci su diverse situazioni e occasioni della vita del protagonista
Si tratta di un personaggio fittizio Zeno Cosini: egli è un ricco esponente della borghesia commerciale triestina che per guarire dalle sue nevrosi si rivolge ad uno psicanalista il dottor S il quale gli consiglia di scrivere le tappe fondamentali della sua vita da cui poi trarre il materiale necessario per una terapia psicoanalitica Di fatto il romanzo inizia con una prefazione del dottor S che dichiara di pubblicare le memorie del paziente per vendicarsi della sua improvvisa sospensione della cura Segue un preambolo con i primi tentativi di autoanalisi dopo di che si entra nel pieno della descrizione del diario dove attraverso sei episodi tematici si colgono le varie tappe della "coscienza di Zeno":
il fallito tentativo di superare il vizio del fumo; esami temi
il difficile rapporto con il padre;
la grigia e assurda storia del suo matrimonio;
la storia della fallita relazione extraconiugale;
l'impresa commerciale avviata con il cognato e positivamente condotta dopo la morte di quest'ultimo;
la convinzione finale di essere sano e di volersi liberare definitivamente dalla cura
Tutto il discorso del protagonista si sviluppa in un'oscillazione continua tra malattia e salute tra narrazione e riflessione tra coscienza ed inganno tra bisogno degli altri e difficoltà di instaurare con loro un rapporto tra desiderio e aridità sentimentale Zeno è alla ricerca di un equilibrio che gli sfugge continuamente e che egli stesso sa di non poter conquistare La sua non è una personalità sicura e definita ma ricca di contraddizioni e di paure: "giunge al matrimonio con Augusta dopo aver cercato di conquistare Ada e Alberta; ha bisogno della moglie per amare l'amante e dell'amante per amare la moglie; vive il suo rapporto con Guido come riflesso ambiguo del rapporto impossibile con Ada ecc…" Zeno è immerso fino in fondo in un mondo borghese del quale il suo racconto ci presenta personaggi chiusi in valori sicuri in certezze quotidiane in abitudini e regole di vita da tempo consolidate: ma allo stesso tempo in quel mondo egli si sente a disagio in uno stato di eterna inferiorità che gli impedisce sempre di comportarsi come si dovrebbe di fare le mosse giuste di commisurare sforzi e risultati
Nella sua ottica i valori su cui si regge la vita borghese non sono altro che inganni e schermi che danno un senso di rispettabilità e un'apparenza di equilibrio che è alla base dell'esistenza umana Egli elabora molteplici strategie per sottrarsi a quei valori pur continuando a rispettarli per condurre una vita borghese seppur non partecipandovi attivamente Ad ogni passo egli scopre così l'imprevedibilità della vita la sfasatura tra l'idea che ognuno ha di sé e ciò che effettivamente accade Nel corso di un dialogo con Guido una casuale associazione di parole lo porta a coniare un'ironica definizione in cui si può riassumere tutto il senso delle vicende del romanzo:
"La vita non è né brutta né bella ma è originale…"
Tutto il vivere si risolve in un'"enorme costruzione priva di scopo" in qualche cosa di "bizzarro" e di strano che fa concludere che "forse l'uomo vi è stato messo dentro per errore e che non vi appartiene"
Come individuo Zeno è smemorato distratto dimentica l'ora in cui deve sposarsi sbaglia funerale si sente indebolito ma nello stesso tempo si ritiene superiore agli altri E' L'UOMO DELLE CONTRADDIZIONI
E ciò da cui egli trae maggiormente linfa vitale è la MALATTIA punto di partenza e di arrivo della sua coscienza Essa diviene per il protagonista strumento fondamentale di conoscenza perché può rivelargli le contraddizioni più nascoste della realtà l'inganno che si nasconde sotto le apparenze sociali tanto che arriverà a dire:
"la malattia è una convinzione e io nacqui con quella esami temi
convinzione…"
La malattia si presenta come nevrosi abito etico patologia psicomentale paura di invecchiare e di morire Una malattia che molto spesso è immaginaria che egli vuole vedere sia in sé sia negli altri e in cui ama vivere e da cui potrà uscire solo affidandosi alla fuga e al caso E a questo punto interviene proprio il caso ovvero l'incoerenza della vita che lo dichiara così vincente: addirittura l'arrivo della guerra lo farà arricchire
Nell'ultimo capitolo l'abbandono della cura si collega alla frattura tra il protagonista oramai vecchio e le sue avventure precedentemente narrate E' certo comunque che la frattura su cui l'opera si chiude è segnata fortemente dall'incombenza della guerra: questa si pone anche come segno simbolico dell'uscita da un'epoca della rottura di un mondo compatto quale era stato al di là dei suoi precari equilibri quello del giovane Zeno della nuova minaccia di distruzione che incombe sul mondo borghese
Raggiunto improvvisamente da una guerra che aveva creduto fino all'ultimo lontana Zeno si accorge che la sua malattia ed il gioco dei suoi desideri gli hanno fatto ignorare la realtà
E proprio da questa presa di coscienza Zeno sembra ottenere la guarigione che lo riconduce però ad allargare lo sguardo alla malattia alla crisi che ha colpito l'intera civiltà umana: nella pagina finale del romanzo Zeno dopo aver ripercorso le tappe fondamentali della propria vita prende coscienza dell'inutilità della psicoanalisi che non avrebbe mai potuto curare né lui né il mondo Il suo pensiero allora estendendosi all'essere umano decreta l'inquinamento radicale della vita fra pulsioni esistenziali connaturate all'uomo e la crisi degli ideali salvifici dello scientismo positivistico e dell'ottimismo della società borghese nonché sull'esperienza negativa della Grande Guerra e dell'avvento del Ventennio Fascista
L'uomo a differenza dell'animale con la sua scienza distruttiva ha sovvertito ogni equilibrio biologico contravvenendo alla legge della selezione naturale da cui si è distaccato con la creazione artificiosa di ordigni distruttivi Egli non si rende conto che più si allontana dalle leggi della natura più decreta la propria debolezza e quindi la malattia Questa può facilmente degenerare nel delirio e nella follia sino alla catastrofe finale che con un'esplosione enorme ridurrà la terra allo stato di nebulosa esami temi
Notevole influenza sull'opera sveviana ebbero le teorie filosofiche di Schopenhauer Nietzche e Freud che si andavano diffondendo nei primi anni del '900 quando Svevo scriveva i suoi romanzi Nella sua natura infatti confluiscono filoni di pensiero contraddittori e addirittura inconciliabili: da un lato il positivismo; dall'altro il "pensiero negativo" degli esistenzialisti e l'evidente influenza degli studi psicoanalitici
Dal positivismo egli riprende la fiducia nell'"onnipotenza" del metodo scientifico applicato allo studio della realtà e il rifiuto di qualunque ottica di tipo metafisico spiritualistico o idealistico nonché la tendenza a considerare il destino dell'umanità nella sua evoluzione complessiva Per quel che riguarda il rapporto con Schopenhauer pur riprendendone alcuni strumenti di analisi e di critica non accetta la proposta di una saggezza da raggiungersi attraverso la "noluntas" ovvero la rinuncia alla volontà e il sacrificio degli istinti vitali Lo stesso atteggiamento Svevo rivela nei confronti di Nietzche e di Freud: il primo infatti è per l'autore il teorico della pluralità dell'io e il "demolitore" dei valori della moderna società borghese occidentale certamente non il creatore del mito dionisiaco fatto di razionalità orgia e passione sfrenata; così come Freud si rivela un maestro nell'apprendimento delle teorie psicoanalitiche sull'ambiguità dell'io e nella comprensione materialisticorazionalista dell'inconscio ma naturalmente non è accettato da Svevo sul piano dell'ideologia ossia della visione totalizzante della vita e della terapia medica
Sul piano della tecnica narrativa il romanzo ha dato luogo a contrastanti definizioni: può infatti essere letto o come un'autobiografia o come un romanzo analitico Il racconto è fatto in prima persona: Svevo funge da testimone esterno alla vicenda narrata mentre Zeno assolve alla doppia funzione di narratore e di protagonista Questa soluzione decisamente innovativa in rapporto al romanzo veristiconaturalistico consente all'autore di abbandonare la focalizzazione esterna espressa dal "narratore onniscente" che narra in terza persona e di passare alla focalizzazione interna con il protagonista "che si narra"
La tecnica narrativa dominante nel romanzo consente frequenti richiami al monologo interiore: il vissuto di Zeno viene filtrato direttamente dalla sua coscienza svogliata e abulica che preferisce le dimensioni interiorizzate e sfuocate a quelle chiare e precise Ciò quindi si traduce in una rottura delle coordinate logicosintattiche e in una continua alternanza della narrazione presente o passata: il presente del narratore e il passato del protagonista
Sia il tempo sia lo spazio inoltre perdono il senso della linearità e della oggettività tipiche del romanzo ottocentesco e si ricoprono di valenze simboliche e psicologiche Considerando che Zeno funge da voce narrante e da protagonista che guarda alla vita passata non con scansione cronologica ma attraverso continue anticipazioni e retrospezioni il tempo appare ovviamente discontinuo: alla frantumazione dell'io corrisponde quella del tempo Il tempo della prefazione è posteriore al tempo del racconto il tempo della fine del racconto si riallaccia a quello della prefazione E proprio questa nuova concezione del tempo consente a Svevo di seguire il libero fluire del pensiero del protagonista: ciò determina nel lettore un doppio tempo narrativo e un duplice punto di vista quello di Zeno protagonista e quello del vecchio Zeno narratore che con sottile ironia e con "occhio straniato" riflette sulle proprie vicende passate Così come lo spazio del romanzo non si sofferma mai su descrizioni paesaggistiche esterne ma ruota attorno alle vicende dei personaggi limitandosi al salotto l'ambiente borghese per eccellenza esami temi
Pochi furono i critici che colsero subito la grandezza ed il significato dell'opera sveviana in un ambiente letterario quello italiano ancora arretrato chiuso in una concezione tradizionale della letteratura intesa come proposizione dei valori dominanti attraverso il decoro della forma letteraria
Tra i primi Eugenio Montale: ancora un giovane poeta nel 1923 pubblicò un saggio su Svevo nella rivista "L'esame" in cui considerava quanto i romanzi dello scrittore sondando una "zona sotterranea e oscura della coscienza" mettessero in crisi la maniera più comune di intendere il reale Montale esprimeva la sua preferenza per "Senilità" mentre nutriva delle riserve sul "La Coscienza di Zeno" che non lasciava spazio all'ordine e all'armonia nella forma e nel contenuto
La critica di impostazione psicoanalitica a partire dagli anni '70 intende l'opera come romanzo psicoanalitico non solo perché la psicoanalisi vi è presente come contenuto ma anche perché ne determina lo stesso impianto formale
Il posto che oggi Svevo occupa nella narrativa italiana di inzio secolo è di primo piano I suoi "inetti" si allineano perfettamente con la narrativa di Gozzano e Tozzi così come Zeno Cosini è stato il personaggio su cui si è innestata la figura di Mattia Pascal protagonista del più famoso romanzo di Luigi Pirandello
Sottolineerà il de Castris:
"…con Svevo entrava nei nostri confini l'Europa con la sua spiritualità e la sua crisi; ed entrava la vita vera il coraggio della denuncia drammatica totale di un'umanità eccezionalmente scoperta ed indifesa da falsi pudori e da mistificazioni Entrava con Svevo la coscienza dell'Europa postromantica il fermento di una cultura in cui si annunziavano i destini dell'anima contemporanea i termini concreti di un dramma storico che non era lecito eludere o ignorare…"
"ULYSSES"
"Ulysses" è la chiave di volta della carriera artistica di James Joyce e uno dei grandi successi della letteratura del XX secolo
Composto a Trieste e a Zurigo durante la I guerra mondiale e completato a Parigi dopo il conflitto l'epica di Joyce esprime pienamente il caos e il dramma di "un mondo in transizione" esami temi
L'opera rappresenta il massimo approdo artistico dello SPERIMENTALISMO linguistico e dell'analisi psicologica dell'autore che rifacendosi alle peregrinazioni dell'Ulisse omerico trasforma quelle peripezie nei movimenti di Leopold Bloom e del giovane Stephen Dedalus per le strade di Dublino I due personaggi sono destinati ad incontrarsi per una sorta di reciproco richiamo: l'uno Leopold Ulisse rappresenta il "padre" che va alla ricerca del figlio essendogliene morto uno in tenera età; l'altro Stephen Telemaco raffigura il "figlio" che va alla ricerca di un padre che possa compensarne le carenze affettive e gli squilibri mentali ed interiori Tutto ciò accade nell'arco dell'intera giornata del 16 giugno 1904 nella città di Dublino dove avvengono l'incontro e la reciproca identificazione dell'uno nell'altro con il finale ricongiungimento a casa di Leopold e di sua moglie Molly Penelope
Joyce imposta l'opera su una suddivisione in tre momenti:
Il testo storiografico: Sallustio
L'opera di Sallustio manifesta rispetto alla precedente tradizione storiografica annalistica delle profonde innovazioni sia in merito allo stile sia rispetto al metodo più scientifico della narrazione che si sforza di spiegare le cause degli avvenimenti politici ed i motivi delle azioni degli uomini Dal punto di vista stilistico Sallustio seguendo il modello di Tucidide preferisce alla perspicuitas il pathos; il periodo è nervoso inquieto contratto ricco di accorgimenti retorici quali antitesi variatio velocitas e brevitas tramite l'uso di asindeti ed ellissi del verbo Anche i frequenti arcaismi l'uso del participio mutuato da Ennio e Catone le sententiae gli omoteleuti e le allitterazioni contribuiscono a creare il ritmo poetico della sua prosa Il lessico rispecchia la struttura concettuale dell'esposizione storiografica ed è dunque orientato secondo una logica bipolare che divide in modo netto il male dal bene
Il testo storiografico: Livio
La storiografia romana nasce come opus oratorium maxime un'opera cioè di riflessione sulla politica e sulle vicende storiche da parte di chi se ne è staccato per scelta o per obbligo nella solitudine dell'otium Lo storico rerum scriptor come dichiara Sallustio che è il primo ad assumere anche un impegno etico se è libero da ogni parzialità e da ogni timore spe metu partitibus può studiare le cause che scatenano i conflitti o determinano la corruzione dei costumi La sua opera così si colloca sulla stessa linea dell'oratoria: esprime una propria visione del mondo ed usa il linguaggio per sorreggerla
Livio guarda al modello di Isocrate ed Erodoto Il suo stile la lactea ubertas eloquente e fluido si allunga in periodi sinuosi con un ampio respiro creato dalle subordinate La sintassi perciò è lo strumento fondamentale più del lessico di questo ritmo solenne e lento che regge la pagina liviana Anche in lui compaiono arcaismi ma sembrano espressione del rapporto fattilinguaggio per cui le vicende del passato sono narrate in uno stile che era appunto quello del passato arcaico idealizzato come sempre nella nostalgia tutta romana del mos maiorum Di qui perciò le intenzioni didascaliche della scrittura liviana che vuole ricordare i valori morali e civili di un popolo che dopo il degrado delle lotte civili sta ritrovando con Augusto la pax e l'unità Docere e probare dunque attraverso la narrazione storica Per questo motivo pure Livio a volte come Sallustio ricorre al pathos specie nei discorsi dei personaggi o nei ritratti delle personalità famose: in tal caso la sintassi rispetta a pieno il modello ciceroniano della concinnitas il lessico abbonda di superlativi le figure retoriche specie l'anafora accompagnano e sottolineano il ritmo della pagina Anche Livio come Cesare usa la oratio obliqua ma con l'intento di esprimere la psicologia segreta del singolo o più spesso della collettività esami temi
Il testo storiografico: Tacito
Sine ira et studio…neque amore et sine odio: così Tacito proclama la sua volontà di leggere la storia in modo imparziale Ma è il suo stile a connotare la pagina di un pathos travolgente e a darle quella soggettività e quel fascino che fanno della sua opera non un testo storiografico ma un testo poetico
Il linguaggio ricorda Sallustio ma si carica ancor più di effetti retorici La variatio crea bruschi passaggi sintattici; l'ellissi del verbo e l'asindeto producono un drammatico coinvolgimento del lettore chiamato ad integrare il testo a leggerne i silenzi improvvisi e le allusioni oscure L'oratio obliqua fa emergere tragicamente la viltà della folla la libido adsentandi il gusto degenerato di dire sempre sì al potere Il cuore dell'uomo in cui alberga incomprensibile un misterioso impasto di perversione e di bene gli ambienti corrotti della corte imperiale tutto il mondo della Roma postaugustea "territorio umano senza luce e senza speranza" Syme trovano nella parola tacitiana quell'evidenza inquietante che è solo nella grande poesia Perfino l'uso della metafora ha un'audacia insolita: di Tiberio che egli odia dice che aveva "le rughe e i lividi sull'anima" V 6 Annales Perfino il tessuto fonico acquista una forza semantica potente quale solo il verso possiede
Sartre e l'esistenzialismo
Vorrei qui difendere l'esistenzialismo da un certo numero di critiche che gli sono state mosse Innanzi tutto lo si è accusato di indurre gli uomini ad un quietismo di disperazione poiché precluse tutte le soluzioni si dovrebbe considerare in questo mondo l'azione del tutto impossibile e sfociare come conclusione in una filosofia contemplativa; il che essendo la contemplazione un lusso ci riconduce ad una filosofia borghese Tali soprattutto le critiche dei comunisti
Ci hanno accusati d'altra parte di mettere in evidenza i lati peggiori dell'uomo di mostrare ovunque il torbido il sordido il vischioso e di trascurare le bellezze ridenti e gli aspetti luminosi della natura umana; per esempio secondo la Mercier scrittrice cattolica d'aver dimenticato il sorriso del bambino
Tanto i comunisti quanto i cattolici ci accusano di essere venuti meno alla solidarietà umana di considerare l'uomo come isolato soprattutto perché noi muoviamo a detta dei comunisti dalla soggettività pura dall'io penso di Cartesio cioè dal momento in cui l'uomo raggiunge la coscienza di sè nella solitudine; e questa nostra posizione non ci permetterebbe più di tornare alla solidarietà con gli uomini che sono fuori dell'io e che l'io non può raggiungere nel "cogito"
Da parte dei cristiani ci si rimprovera di negare la realtà e la consistenza dell'agire umano giacchè se sopprimiamo i comandamenti di Dio ed escludiamo valori stabiliti in eterno non resterebbe altro che la gratuità pura e semplice per cui ciascuno può fare ciò che vuole essendo tra l'altro incapace dal suo punto di vista di condannare le idee e gli atti degli altri esami temi
A tutte queste disparate critiche cerco di rispondere oggi ed ecco perché ho intitolato questa breve esposizione L'esistenzialismo è un umanismo Molti potranno meravigliarsi che si parli qui di umanismo Vedremo in qual senso l'intendiamo In ogni caso possiamo dire subito che intendiamo per esistenzialismo una dottrina che rende possibile la vita umana e che d'altra parte dichiara che ogni verità e ogni azione implicano sia un ambiente sia una soggettività umana Si sa che l'accusa principale che ci muovono è che l'esistenzialismo mette in risalto il lato deteriore della vita umana Una signora di cui mi si è parlato recentemente quando si lascia sfuggire per mancanza di controllo una parola volgare dice a mo' di scusa: "sta diventando esistenzialista"
Quindi brutture ed esistenzialismo vengono identificati ed è per questo che molti ci ritengono naturalisti; supposto che lo siamo non può non destar meraviglia il fatto che noi provochiamo turbamento e scandalo in misura molto maggiore di quanto ne provochi oggi il naturalismo propriamente detto
Chi legge con indifferenza un romanzo di Zola come La Terra è disgustato non appena gli capita un romanzo esistenzialista; chi fa uso della "sapienza dei popoli" che è cosa molto triste ci trova ancora più tristi Eppure chi è più disingannato di chi dice: "La prima carità comincia con noi stessi" e ancora "Ungete il villano e vi pungerà pungetelo e vi ungerà" Sono noti i luoghi comuni che si possono adoperare a questo proposito e che dimostrano sempre la stessa cosa: non bisogna lottare contro i poteri costituiti non bisogna lottare contro la forza non bisogna accingersi ad un'impresa che superi la nostra condizione ogni azione che esuli dalla tradizione è romanticismo ogni tentativo che non si appoggi su un'esperienza sicura è votato all'insuccesso; e l'esperienza dimostra che gli uomini procedono sempre verso il basso che sono necessari dei corpi solidi per trattenerli altrimenti è l'anarchia Coloro però che ripetono questi triti proverbi sono quelli che dicono: "Com'è umano!" quando capita loro di vedere un atto più o meno ripugnante; coloro che si nutrono di ritornelli realisti sono quelli stessi che rimproverano all'esistenzialismo di essere troppo tetro al punto che io mi domando se essi si lagnano del suo pessimismo o non piuttosto del suo ottimismo In fondo ciò che fa paura nella dottrina che mi accingo ad esporvi non è forse il fatto che tale dottrina lascia una possibilità di scelta all'uomo Per saperlo bisogna rivedere la questione su di un piano propriamente filosofico Che cos'è insomma l'esistenzialismo
La deformazione del sogno esami temi
Appare ormai chiaro che il sogno è un fenomeno psichico che deve essere interpretato Questo vuol dire ripetiamolo che vi è un significato nascosto del sogno che bisogna portare alla luce Tale significato Freud ce l’ha già indicato nell’analisi del sogno dell’iniezione a Irma e lo ribadisce in tutta l’opera: "il sogno nella sua intima essenza significa un appagamento di desiderio" p 125
Freud è molto chiaro: appagare un desiderio è l’essenza del sogno non un fatto accidentale Ciò significa che il compito dell’interpretazione è quello di svelare il desiderio che il sogno appaga in forma nascosta
"Terminato il lavoro d’interpretazione è possibile riconoscere che il sogno è l’appagamento di un desiderio" p 120
Si pone così un primo problema: "perché mai c’è bisogno di un’interpretazione Perché il sogno non dice direttamente ciò che significa" p 133 La risposta di Freud è lapidaria: perché esiste un "fenomeno della deformazione del sogno"
È necessario a questo punto familiarizzarci con un’opposizione fondamentale istituita da Freud e precisamente tra contenuto manifesto e contenuto latente Chiariamo questi due concetti
Contenuto manifesto È il sogno quale il soggetto racconta o semplicemente ricorda all’indomani e come tale è sempre presente alla coscienza del sognatore Il contenuto manifesto costituisce il prodotto finito del lavoro onirico ed è ciò da cui l’interpretazione parte per scoprire il desiderio da esso celato
Contenuto latente Freud usa anche l’espressione "pensieri del sogno" per designare ciò che il contenuto manifesto nasconde e che l’interpretazione deve svelare Il contenuto latente più profondo di qualsiasi sogno è sempre il desiderio Inoltre i pensieri latenti del sogno non sono mai coscienti prima del lavoro di analisi Così se il contenuto manifesto è il frutto del fenomeno della deformazione il contenuto latente invece è rivelato dal processo inverso cioè dall’interpretazione
Si pone allora un secondo problema: "donde proviene questa deformazione" Anche qui la risposta di Freud non lascia equivoci
Dove l’appagamento di desiderio è irriconoscibile dove è travestito là dovrebbe esistere una tendenza alla difesa contro il desiderio e in seguito a questa difesa il desiderio non potrebbe esprimersi se non deformato p 138 esami temi
Attraverso un’analogia con la vita sociale Freud definisce questo fenomeno della vita psichica come censura L’analogia va presa sul serio Come nel campo sociale vi è un’istanza che opera la censura ed un’altra che è censurata così il sogno è il prodotto di un conflitto tra sistemi psichici differenti — sistemi collocati nell’individuo — in cui uno cerca di affermare il desiderio mentre l’altro tende a sbarrargli la strada verso la coscienza Leggiamo cosa scrive Freud a riguardo
"Possiamo dunque supporre nell’individuo come cause della strutturazione del sogno due forze [istanze] psichiche correnti sistemi una delle quali plasma il desiderio espresso dal sogno mentre l’altra esercita una censura su questo desiderio provocando necessariamente una deformazione della sua espressione" p 139
Quando Freud dice che un’istanza "plasma il desiderio espresso dal sogno" non vuol dire che produce il desiderio ma che dà ad esso una prima figurazione attraverso i cosiddetti pensieri latenti Questi ultimi sono situati nel sistema inconscio ossia nel sistema dove è collocato il desiderio e sono prodotti in funzione dell’espressione di quest’ultimo Questi pensieri latenti in quanto espressione del desiderio sono a loro volta sottoposti ad una censura che mira a rendere incomprensibile tale desiderio Abbiamo dunque due processi: 1 prima figurazione del desiderio tramite i pensieri latenti; 2 trasformazione di questi ultimi in contenuto manifesto del sogno
Ci chiediamo soltanto in base a quale potere questa seconda istanza possa esercitare la sua censura Ricordando che i pensieri latenti del sogno non sono coscienti prima dell’analisi mentre il contenuto manifesto che da essi deriva viene ricordato coscientemente risulta ovvio supporre che la prerogativa della seconda istanza consista appunto nel consentire l’ammissione alla coscienza Nulla giungerebbe alla coscienza del primo sistema che non sia passato prima attraverso la seconda istanza mentre quest’ultima nulla lascerebbe passare senza esercitare i suoi diritti e imporre all’elemento che vuol entrare nella coscienza i mutamenti che le sono graditi pp 139140
La censura dunque si colloca tra l’inconscio e la coscienza Tutta questa argomentazione investe una riflessione metapsicologica di cui parleremo nella parte finale del nostro lavoro Per il momento fissiamo questo: il sogno è il prodotto di un conflitto tra due sistemi conflitto che richiede alla psiche di svolgere un lavoro che Freud qualifica appunto come lavoro onirico
Illustrazione della deformazione: un sogno di Freud esami temi
Premessa Nella primavera del 1897 venni a sapere che due professori della nostra università avevano proposto la mia nomina a professor extraordinarius La notizia mi giunse inattesa e mi fece molto piacere perché significava un riconoscimento da parte di due uomini insigni che non poteva ascriversi a rapporti personali Mi dissi però subito che non potevo riporre alcuna speranza nell’avvenimento Negli ultimi anni il ministero non aveva preso in considerazione proposte di questo tipo e parecchi colleghi più anziani di me e perlomeno di pari merito attendevano invano la loro nomina []
Una sera venne a trovarmi un collega mio amico uno di coloro il cui destino mi era servito di monito Candidato da tempo alla promozione a professore qualifica che nella nostra società fa del medico un semidio per i suoi ammalati e meno rassegnato di me era solito farsi vivo di tanto in tanto al ministero per accelerare la sua pratica Reduce appunto da una di queste visite venne da me mi raccontò di aver messo alle strette l’alto funzionario e di avergli chiesto molto schiettamente se il ritardo della sua nomina fosse dovuto in realtà a motivi confessionali La risposta suonò che nel clima d’opinione attuale era certamente vero che Sua Eccellenza non era in grado eccetera "Ora almeno so a che punto sono" aveva concluso l’amico Non mi diceva nulla che già non sapessi ma il resoconto rafforzò la mia rassegnazione: infatti gli stessi motivi confessionali valgono anche nel mio caso [Freud si riferisce ai sentimenti antisemiti diffusi a Vienna]
La mattina dopo questa visita ebbi il sogno seguente notevole anche dal punto di vista formale Esso consisteva di due pensieri e di due immagini disposte in modo tale che un pensiero si alternava a un’immagine Trascrivo tuttavia solo la prima metà del sogno [un pensiero e un’immagine] dato che la seconda metà non ha nulla a che vedere con la ragione che mi induce a comunicare il sogno
I [Pensiero] L’amico R [l’amico della sera precedente] è mio zio Provo per lui una grande tenerezza
II [Immagine] Vedo davanti a me il suo volto un po’ mutato: come fosse allungato incorniciato da una barba gialla che spicca con particolare chiarezza"
Freud tralascia gli altri due brani ancora un pensiero a cui segue un’immagine Dopo alcune resistenze decise di interpretare questo sogno
"R è mio zio" Attraverso le associazioni Freud ricorda che un suo zio di nome Josef aveva avuto dei problemi con la legge Il padre di Freud diceva sempre che lo zio Josef non era stato cattivo bensì un deficiente Attraverso l’identificazione dell’amico R con lo zio Josef Freud voleva dire che il primo era un deficiente Tuttavia grazie al lavoro associativo egli ricorda un altro collega N che aveva avuto la nomina a professore e non era stato chiamato dal ministero perché aveva avuto problemi con la giustizia esami temi
Attraverso il lavoro di interpretazione Freud si mette sulle tracce del desiderio nascosto
Mio zio Josef rappresenta i due colleghi uno perché deficiente l’altro perché colpevole Ora conosco anche il motivo per cui ho bisogno di questa rappresentazione Se per il rinvio della nomina dei miei colleghi sono determinanti i motivi confessionali anche la mia nomina è messa in discussione; se invece posso trovare per i loro casi altre ragioni che non valgono per me posso continuare a sperare Il sogno procede in questo modo: fa di R un deficiente di N un colpevole mentre io non sono né l’una né l’altra cosa quindi non abbiamo più nulla in comune: posso aspettare con gioia la mia nomina e sfuggo alle penose conseguenze che avrei dovuto trarre per la mia persona da quanto l’alto funzionario ha reso noto a R" pp 133136
Il sogno esprime il desiderio di Freud di diventare professore universitario Lo stesso sentimento di tenerezza che appare nel contenuto manifesto è il prodotto della deformazione
Infatti
la tenerezza del sogno non fa parte del contenuto latente dei pensieri situati dietro il sogno; essa è in contrasto con questo contenuto e serve a celarmi la vera interpretazione del sogno Probabilmente è proprio questa la sua destinazione [] Se in questo punto il mio sogno risulta rispetto al contenuto latente deformato — e precisamente deformato nel suo contrario — allora la tenerezza manifesta del sogno serve a questa deformazione: in altre parole la deformazione risulta qui intenzionale risulta un mezzo di dissimulazione I pensieri del sogno contengono un’offesa per R; perché io non la noti appare nel sogno qualcosa di opposto un sentimento di tenerezza per lui p 137
La deformazione dunque può essere afferrata solo laddove il sogno viene sottoposto ad un’interpretazione rigorosa
Il lavoro onirico
Nella formazione del sogno il lavoro psichico si scompone in due operazioni: produzione dei pensieri del sogno e loro trasformazione in contenuto del sogno p 462
Ripetiamo: la prima operazione plasma il desiderio attraverso i pensieri latenti che costituiscono una prima organizzazione figurale del desiderio
La seconda operazione invece per effetto della censura trasforma i pensieri latenti del sogno in contenuto manifesto Freud ha messo in evidenza quattro meccanismi che costituiscono questo lavoro di trasformazione: condensazione spostamento riguardo per la raffigurabilità ed elaborazione secondaria La formula "lavoro onirico" rinvia ad un dispendio di energia implicito del resto nel concetto stesso di lavoro
Condensazione Che cosa intende Freud con questo termine Si tratta di un meccanismo importante del lavoro onirico Esso consiste nella concentrazione di numerosi elementi dei pensieri onirici latenti in un’unica rappresentazione del contenuto manifesto oppure nel fatto che più elementi manifesti rappresentano un solo pensiero latente Analizziamo il primo significato che indubbiamente è il più frequente Freud ha sempre affermato che il contenuto manifesto del sogno è una compressione dei pensieri latenti Detto in altri termini ciò significa che il sogno che ricordiamo al mattino è un compendio della molteplicità dei pensieri onirici Se rivediamo il sogno dell’iniezione ad Irma ci accorgiamo che il contenuto manifesto è una riduzione dei pensieri latenti Ora la condensazione permette proprio questa riduzione Essa si realizza in molti modi
Attraverso le immagini Molte volte ci capita di sognare qualcuno che condensa i tratti di più persone In questo caso noi diciamo: il volto mi ricorda X mentre i capelli mi ricordano Y In questo modo abbiamo la riunione di due o più immagini in un’immagine onirica L’unificazione delle immagini avviene a partire dalla riunione dei tratti che concordano e dall’esclusione di quelli che non concordano Vi ricordate Irma Condensa più figure: la sua amica la governante e sulla base della presenza di un tratto che la accomunava a queste altre persone il sintomo isterico Queste nuove unità che emergono grazie alla condensazione sono definite da Freud "persone collettive" o "persone miste"p 272 Si pensi anche alla sovrapposizione delle immagini nel sogno dello zio Josef
"Il viso che vedo in sogno è nello stesso tempo quello del mio amico R e quello di mio zio È come una delle fotografie sovrapposte di Galton che per stabilire somiglianze familiari faceva fotografare più visi sulla stessa lastra" p 135 esami temi
Naturalmente questa operazione può essere effettuata anche su oggetti ma soprattutto su nomi I nomi come le cose sono sottoposti alle combinazioni più strane Freud parla a questo proposito di una "vera chimica sillabica" p 275 nota 2 ossia di parole che costituiscono dei veri e propri composti chimici Riportiamo un esempio di condensazione di parole tratto dal testo di Freud
Una delle mie pazienti mi riferisce un breve sogno che sfocia in un’assurda combinazione di parole Si trova con suo marito a una festa di contadini e dice: "Tutto questo finirà in un Maistollmütz generale" E ha nel sogno l’oscuro pensiero che si tratti di un dolce di mais una specie di polenta L’analisi scompone la parola in mais toll [matto] mannstoll [matta per gli uomini ninfomane] Olmütz [città della Moravia] tutti residui accertati di una conversazione a tavola con i parenti Dietro mais oltre a un’allusione all’esposizione del Giubileo inauguratasi proprio allora si celano le parole Meissen una porcellana di Meissen che raffigura un uccello Miss la Miss inglese dei suoi parenti era partita per Olmütz mies schifoso nauseabondo nel gergo ebraico usato per scherzo Una lunga catena di pensieri e collegamenti parte da ciascuna delle sillabe di quel conglomerato verbale pp 274275
Abbiamo così che gli elementi del sogno sono sempre sovradeterminati La sovradeterminazione è un altro concetto importante e designa il fatto che i singoli elementi del sogno hanno più significati La condensazione mostra anche le ragioni per cui molte volte non riusciamo a capire immediatamente il senso del sogno Questo dimostra che essa è stata utilizzata decisamente dalla censura
Spostamento Gli elementi che nel contenuto manifesto del sogno svolgono una parte essenziale non hanno la stessa funzione nei pensieri del sogno e viceversa Si tratta di un decentramento rispetto ai contenuti latenti Freud definisce ciò con spostamento Esso costituisce un certo tipo di relazione tra pensieri latenti e contenuto manifesto L’elemento di valore nei pensieri del sogno non viene preso in considerazione nella formazione del sogno e al suo posto appare un altro elemento generalmente indifferente esami temi
nella formazione del sogno questi elementi essenziali dotati di intenso interesse possono venir trattati come fossero elementi di poco conto e al loro posto compaiono nel sogno altri elementi che nei pensieri del medesimo erano certamente di scarso valore p 283
Per esempio un sogno in cui appare un uomo anziano in un ruolo molto importante mentre sappiamo che esso è del tutto indifferente nella vita del sognatore Grazie all’analisi ci accorgiamo che si tratta di un sostituto della figura paterna; in questo caso c’è stato uno spostamento da una rappresentazione significativa il padre appartenente ai pensieri latenti ad una rappresentazione insignificante o secondaria Abbiamo un’inversione dei valori: l’elemento fondamentale viene escluso a favore di quello meno importante Si capisce allora che lo spostamento è un ulteriore meccanismo a disposizione della censura
Condensazione e spostamento rappresentano i due meccanismi dell’elaborazione primaria del sogno ossia la prima trasformazione dei pensieri latenti del sogno Tuttavia essi non esauriscono il lavoro onirico e richiedono altri due momenti molto importanti
Considerazione della raffigurabilità Dato che il sogno è composto per lo più da immagini si pone il problema di capire quali sono i mezzi che il lavoro onirico utilizza per esprimere i pensieri latenti i quali sono astratti Questo problema che Freud chiama considerazione della raffigurabilità è risolto con l’affermazione secondo cui il sogno ci riconduce a forme arcaiche di espressione Gli elementi pittografici ideogrammatici sono fondamentali per la costruzione della scena onirica: " la raffigurazione del lavoro onirico non presenta al traduttore difficoltà maggiori di quelle offerte ai loro lettori dalle antiche scritture geroglifiche" p 324
Esempio di raffigurazione esami temi
Una signora mia amica sogna: Si trova all’Opera È una rappresentazione wagneriana che è durata sino alle sette e tre quarti del mattino In tutta la platea vi sono dei tavoli dove si mangia e si beve Suo cugino che è appena tornato dal viaggio di nozze siede a uno di questi tavoli con la giovane sposa; accanto a loro c’è un aristocratico Di lui si dice che la giovane signora se l’è portato con sé dal viaggio di nozze molto apertamente pressappoco come dal viaggio di nozze si porta a casa un cappello Nel centro della platea si trova un’alta torre che ha in cima una piattaforma circondata da una ringhiera di ferro Lassù in alto sta il direttore d’orchestra che ha i tratti di Hans Richter; egli si aggira ininterrottamente dietro la sua ringhiera suda copiosamente e dirige di lassù l’orchestra disposta intorno alla base della torre Lei stessa è seduta con un’amica che io non conosco in un palco La sorella minore vuol porgerle dalla platea un gran pezzo di carbone con la motivazione che lei non sapeva che sarebbe durato così a lungo e sarà ora tutta gelata Quasi come se i palchi dovessero essere riscaldati durante la lunga rappresentazione
Il sogno per quanto del resto ben centrato su una situazione è abbastanza assurdo: la torre in mezzo alla platea donde il direttore dirige l’orchestra e soprattutto il carbone che le porge la sorella! A bella posta non ne chiesi un’analisi; con una certa conoscenza dei rapporti personali della sognatrice mi riuscì di interpretarne da solo alcuni passi Sapevo che aveva avuto molta simpatia per un musicista la cui carriera era stata precocemente interrotta da una malattia mentale Decisi dunque di prendere alla lettera la torre in platea Ne venne fuori allora che l’uomo — che lei avrebbe desiderato vedere al posto di Hans Richter — torreggiava sugli altri componenti dell’orchestra Questa torre va intesa come una formazione mista per apposizione; con la sua base rappresenta la grandezza dell’uomo con la ringhiera in alto dietro la quale egli si aggira come un prigioniero o un animale in gabbia [allusione al nome dell’infelice Freud ci dice che è Wolf = lupo] il futuro destino di lui Narrenturm [torre dei pazzi antico termine per manicomio] sarebbe forse la parola nella quale i due pensieri avrebbero potuto incontrarsi
Scoperto così il modo di raffigurazione del sogno si poteva tentare di risolvere nella stessa chiave la seconda assurdità apparente quella dei carboni che la sorella le porge: "Carbone" doveva significare "amore segreto":
Non fuoco non carbone
Può bruciare così forte
Come un amore segreto
Di cui nessuno sa esami temi
Canto popolare tedesco
Lei stessa e la sua amica erano rimaste sedute; la sorella minore che ha ancora probabilità di sposarsi le porge il carbone "perché lei non sapeva che sarebbe durato così a lungo" Ciò che durerà così a lungo non è detto nel sogno; in un racconto completeremmo: "lo spettacolo"; nel sogno possiamo considerare la frase in sé stessa dichiararla ambigua e soggiungere: "prima di sposarsi" L’interpretazione "amore segreto" viene poi sostenuta dall’accenno al cugino che siede in platea con sua moglie e dall’aperta relazione amorosa attribuita a quest’ultima Il contrasto fra amor segreto e amore manifesto tra il fuoco della sognatrice e la freddezza della giovane donna domina il sogno In un caso come nell’altro inoltre un "altolocato" fa da parola intermedia tra l’aristocratico e il musicista che aveva destato grandi speranze pp 314316
• Elaborazione secondaria Come indica la stessa formula l’elaborazione secondaria rappresenta una fase secondaria del lavoro onirico Con essa la censura partecipa al massimo grado alla formazione del sogno In effetti l’elaborazione secondaria conferisce alla scena onirica una certa coerenza e razionalità eliminando le assurdità e turando i buchi insomma tende a dare alla scena onirica la stessa organizzazione di un sogno ad occhi aperti Secondo Freud pur essendo contemporanea alla costruzione del sogno essa opera maggiormente quando il sognatore sta per svegliarsi o quando sta raccontando il sogno
È chiara ormai l’importanza della censura nella composizione del sogno: la censura opera spostando condensando dando razionalità al sogno
Ma perché il desiderio del sogno è sempre sottoposto a tale censura Che cosa esprimono i pensieri latenti da non poter essere accolti dalla coscienza
Sappiamo che per Freud il sogno fa appello a due fonti: 1 impressioni degli ultimi giorni Queste impressioni rientrano nella premessa del sogno; 2 le primissime impressioni infantili che costituiscono per Freud la fonte primaria del sogno
"Quanto più a fondo si penetra nell’analisi dei sogni tanto più spesso si è condotti sulla traccia di vicende infantili che nel contenuto onirico latente fungono da fonti del sogno" p 187
Ora questo materiale proveniente dall’infanzia è in stretta connessione con la sessualità infantile
"Nessun’altra pulsione è stata tanto repressa sin dall’infanzia quanto quella sessuale nelle sue numerose componenti di nessun’altra rimangono desideri inconsci così numerosi e così forti che ora agiscono durante il sonno provocando dei sogni" p 364
È il caso allora di chiarire che cosa Freud intende con libido e pulsione due concetti connessi tra loro vista l’importanza che assumono nella teoria del sogno Questi concetti non sono esposti da Freud nel testo del 1899 e occorre dire che trovano una sistemazione solo tra il 1905 e il 1915 Tuttavia sia nelle note aggiunte a L’interpretazione dei sogni 1899 sia negli altri testi sul sogno Freud mostra l’importanza del registro sessuale nella vita onirica
La Libido
Il termine libido [dal latino libido o lubido "voglia desiderio bra esami temima passione"] appare già nelle lettere a Fliess ed in particolare nella Minuta E 1894 Nello stesso anno Freud riproporrà il termine in Legittimità di separare dalla nevrastenia un preciso complesso di sintomi come "nevrosi d’angoscia" Tuttavia è nei Tre saggi che getta le basi per una teoria della libido
Dare una definizione univoca della libido è estremamente difficile Essa infatti ha subito numerosi rimaneggiamenti in relazione ai momenti del percorso di Freud Proviamo comunque a trovare un filo unitario nel percorso della dottrina freudiana
"Libido è un termine che nella teoria delle pulsioni designa l’espressione dinamica della sessualità" S Freud 1922a p 458
Questa definizione della libido come energia psichica delle pulsioni sessuali ha il merito di rappresentare il nucleo invariante di questo termineconcetto Essa evidenzia infatti due aspetti della libido che Freud manterrà in tutto il suo percorso
Un aspetto quantitativo: l’eccitamento psichico la libido dipende da quello organico che costituisce il suo sostrato
Un aspetto qualitativo: la libido traduce la quantità sotto forma di affettività
Questi due aspetti della libido sono sintetizzati in questa definizione:
"Libido è un termine desunto dalla teoria della affettività [ricordiamo che l’affettività per Freud appartiene alla qualità] Chiamiamo così — considerandola una grandezza quantitativa anche se per ora non misurabile — l’energia delle pulsioni attinenti a tutto ciò che può esser compendiato nella parola amore" S Freud 1921 p 280
Soffermiamoci su tre caratteristiche dell’aspetto qualitativo della libido
Freud ha sempre mantenuto il carattere puramente sessuale della libido in opposizione alla generalizzazione di questo concetto operata da Jung
È evidente poi che c’è ben poco da guadagnare accentuando secondo il modo di procedere di Jung l’unità originaria di tutte le pulsioni e chiamando "libido" l’energia che in tutte si manifesta Dal momento che non c’è artificio che riesca a eliminare la funzione sessuale dalla vita psichica ci vediamo costretti a parlare di libido sessuale e di libido asessuale Il nome libido va pertanto impiegato per designare esclusivamente le forze pulsionali della vita sessuale come finora abbiamo fatto S Freud 19151917 p 564
La caratteristica essenzialmente maschile della libido che egli ha conservato anche in opposizione alla strada intrapresa da alcuni suoi allievi E Jones K Horney
Con riguardo alle manifestazioni sessuali autoerotiche e masturbatorie si potrebbe affermare che la sessualità delle bambine ha un carattere assolutamente maschile Anzi se si sapesse dare ai concetti "maschile e femminile" un contenuto più determinato si potrebbe anche sostenere la tesi che la libido è come regola e come legge di natura maschile sia che si presenti nell’uomo o nella donna e a prescindere dal suo oggetto sia quest’ultimo uomo o donna S Freud 1905 p 525
Lo studio del narcisismo e delle psicosi condusse Freud ad accorgersi che la libido poteva convergere sia sugli oggetti che sull’Io stesso del soggetto
Abbiamo detto che la teoria della libido pur mantenendo una sua coerenza segue le vicissitudini della teoria pulsionale Vediamo a questo punto il concetto di pulsione
La pulsione
È un concetto importante della teoria freudiana e anche se già utilizzato nei Tre saggi sulla teoria sessuale è solo nel testo Pulsioni e loro destini Metapsicologia 1915 che troverà la sua prima sistemazione Diciamo prima sistemazione poiché questo concetto è destinato a subire uno spostamento decisivo dal 1920 in poi Abbiamo così due teorie della pulsione Noi ci occuperemo soltanto della prima teoria pulsionale poiché il nostro discorso sulla vita sessuale vuole chiarire lo sfondo su cui si costruisce il sogno Chiariamo perciò le questioni che maggiormente ci interessano: valore semantico del termine pulsione; le sue proprietà strutturali; l’opposizione tra pulsioni sessuali e pulsioni di autoconservazione; i destini delle pulsioni
Pulsione e istinto esami temi
Per questioni di chiarezza è giusto preliminarmente definire sul piano semantico il termine pulsione Il termine tedesco Trieb tradotto in italiano con pulsione non va confuso con il termine Instinkt istinto Trieb deriva da treiben "spingere" e Instinkt "ha la sua origine nel latino instinguere che significa ugualmente "pungolare" "spingere"" J Laplanche 1970 p 19 Tuttavia i due termini hanno finito per costituire nella lingua tedesca e in particolar modo in quella di Freud un’opposizione concettuale Freud infatti usa anche il termine Instinkt ma per indicare tutt’altra cosa
L’Instinkt nel linguaggio freudiano è un comportamento preformato che si ripete in base a uno schema fissato ereditariamente e secondo modalità più o meno adattate a un determinato tipo di oggetto p 19
Per esempio la fame può essere appagata in un unico modo: mangiando Il concetto di Trieb invece presenta un’indeterminazione maggiore e manca di uno schema fisso Questo diventa più comprensibile se passiamo all’analisi delle proprietà strutturali della pulsione
Le proprietà strutturali della pulsione
L’articolo in cui la teoria delle pulsioni viene esposta in modo sistematico è come abbiamo detto Pulsioni e loro destini si noti l’uso del plurale da parte di Freud che costituisce il primo saggio della Metapsicologia S Freud 1915 ed è in stretta relazione con quella che sarà definita la prima topica In questo articolo pur parlando della pulsione in generale vedremo che Freud in realtà si riferisce in modo specifico alle pulsioni sessuali
Dopo una breve dissertazione epistemologica sul concetto di pulsione Freud ne dà due definizioni molto complesse
Prima definizione: la pulsione agisce come una forza costante collocata all’interno dell’organismo p 15 corsivo nostro Da questa prima definizione che evidenzia due caratteri essenziali della pulsione deriva il seguente corollario: "il fatto che essa non può essere vinta mediante azioni di fuga" Infatti non è possibile sfuggire ad una forza costante collocata nell’organismo stesso Freud ricorderà sempre che noi possiamo sfuggire ad un pericolo o ad una richiesta esterna ma non possiamo evitare le spinte interne
Seconda definizione: dal punto di vista biopsichico la pulsione rappresenta un concetto limite tra lo psichico e il somatico p 17 In questo senso essa fa da cerniera tra la vita psichica e quella somatica Questa funzione di interfaccia appare chiara nelle quattro caratteristiche essenziali della pulsione: spinta Drang meta Ziel oggetto Objekt e fonte Quelle
Spinta: "s’intende l’elemento motorio di questa la somma di forze o la misura delle operazioni richieste che essa rappresenta Il carattere dell’esercitare una spinta è una proprietà generale delle pulsioni è addirittura la loro essenza" p 18 In questa definizione è in gioco un riferimento esplicito alla visione dinamica La prospettiva dinamica dal greco dynamis "forza" è data dal fatto che la spinta è l’espressione dell’energia pulsionale ossia dell’insieme di forze che la compongono Notiamo inoltre che la pulsione non è una forza semplice ma è già una sintesi o "somma — come dice Freud — di forze" somatiche che trovano in essa la loro unità e il loro "rappresentante psichico" La spinta è dunque il versante più biologico della pulsione Invece la richiesta di lavoro implicita nel concetto di forza presuppone necessariamente un dispendio sul piano economico
Meta: è data dal soddisfacimento che consiste nella soppressione dello stato di stimolazione determinato dalla spinta Possono darsi molte vie per raggiungere la meta la soddisfazione Quest’ultimo punto dà conto della differenza radicale tra pulsione e istinto p 18
Oggetto: è ciò in virtù di cui la pulsione può raggiungere la sua meta cioè la soddisfazione Ora il punto centrale di questo discorso è che la pulsione non ha un oggetto predeterminato e dunque può spostarsi da un oggetto all’altro Parlando dell’oggetto Freud scrive: "È l’elemento più variabile della pulsione non è originariamente collegato ad essa ma le è assegnato soltanto in forza della sua proprietà di rendere possibile il soddisfacimento Non è necessariamente un oggetto estraneo ma può essere altresì una parte del corpo del soggetto Può venir mutato infinite volte durante le vicissitudini che la pulsione subisce nel corso della sua esistenza" p 18
È proprio l’assenza di oggetto che introduce la dimensione squisitamente psichica della pulsione differenziandola dall’istinto che ha come abbiamo detto un oggetto fisso Infatti questa assenza d’oggetto apre la possibilità alla pulsione di trovare sia nel campo corporeo che in quello delle rappresentazioni psichiche un ancoraggio virtuale per il proprio soddisfacimento Ma questo significa anche che Freud si sta riferendo qui alle pulsioni sessuali poiché solo queste ultime possono variare il loro oggetto non ha senso dire che la fame come istinto non ha un oggetto Leggiamo un passo dei Tre saggi sul rapporto pulsioneoggetto che è in relazione con quello che abbiamo appena citato esami temi
"La nostra attenzione è attirata sul fatto che abbiamo l’abitudine di rappresentare in modo troppo intimo il legame della pulsione sessuale con l’oggetto sessuale L’esperienza dei casi ritenuti anormali ci insegna invece che in tali casi tra pulsione sessuale e oggetto sessuale non vi è che una saldatura: noi corriamo il pericolo di trascurare questo fatto data l’uniformità della strutturazione normale nella quale la pulsione sembra comportare l’oggetto Così siamo ammoniti ad allentare nei nostri pensieri il legame tra pulsione e oggetto La pulsione sessuale probabilmente è in un primo tempo indipendente dal proprio oggetto e forse non deve neppure la sua origine agli stimoli del medesimo" S Freud 1905 p 462
Fonte: s’intende la zona corporea dove ha luogo il processo somatico che la pulsione "rappresenta" nello psichico S Freud 1915 p 19 Il concetto di fonte è importante per qualificare le diverse pulsioni che vengono così definite sulla base della zona somatica da cui si originano pulsione orale anale ecc
263 Pulsioni sessuali e pulsioni dell’Io
Dopo aver enunciato le quattro proprietà strutturali della pulsione Freud passa a porre la seguente opposizione nel campo pulsionale: pulsioni dell’Io o di autoconservazione e pulsioni sessuali la cui energia psichica è designata appunto con il nome di libido
Le prime "corrispondono per Freud ai grandi bisogni o alle grandi funzioni indispensabili alla conservazione dell’individuo di cui il modello è costituito dalla fame e dalla funzione di alimentazione" J Laplanche J B Pontalis 1967 p 446 Laplanche fa notare che in questo caso dovremmo parlare più di istinto di conservazione poiché le grandi funzioni a differenza delle pulsioni sessuali si presentano con un oggetto fisso Perciò il termine pulsione in Freud andrebbe riservato solo alla pulsione sessuale J Laplanche 1970 Infatti quando abbiamo parlato dell’assenza dell’oggetto specifico della pulsione non abbiamo potuto fare a meno di riferirci esplicitamente alla pulsione sessuale dato che parlare dell’assenza di oggetto per la pulsione di autoconservazione non ha senso
Per quanto riguarda le pulsioni sessuali abbiamo già avuto occasione di parlarne Tuttavia vale la pena approfondire qualche altra caratteristica che Freud espone sempre nell’articolo del 1915
"Per caratterizzare in forma generale le pulsioni sessuali si può enunciare quanto segue: esse sono molteplici traggono origine da svariate fonti organiche si comportano dapprima con reciproca autonomia e soltanto in seguito pervengono contemporaneamente a una sintesi più o meno completa La meta cui mira ciascuna di queste pulsioni è il conseguimento del "piacere d’organo" e soltanto dopo che è stata raggiunta la loro sintesi esse si pongono al servizio della funzione riproduttiva diventando con ciò universalmente riconoscibili come pulsioni sessuali" S Freud 1915 p 21
Freud opera qui una distinzione tra pulsioni parziali dimensione pregenitale e organizzazione genitale ovvero le famose fasi della sessualità su cui torneremo quando affronteremo lo sviluppo psicosessuale nei Tre saggi Comunque nel brano appena letto Freud ha enunciato una serie di caratteristiche delle pulsioni sessuali Vediamole sinteticamente
Il loro carattere molteplice mostra che la sessualità umana non è affatto univoca ma che essa attraversa in modi differenti tutto il corpo
L’origine di queste molteplici pulsioni deriva da fonti somatiche diverse per esempio la pulsione orale ha la sua fonte nella zona labiale Ritorna qui il concetto di fonte inteso come una delle proprietà della pulsioneInizialmente sono autonome e solo in un secondo tempo pervengono ad una sintesi più o meno compiuta In questo senso il concetto di "parziale" non è pensato solo in relazione alla sintesi finale ossia a quella genitale L’autonomia delle pulsioni parziali è contemporaneamente genetica e strutturale Quest’ultimo concetto è molto importante Infatti dire che l’autonomia delle pulsioni parziali è genetica e strutturale significa questo: a che la loro origine piano genetico non dipende dalla totalità in cui andranno a iscriversi la parte non deriva dal tutto; b la parte ha una sua configurazione strutturale indipendentemente dalla struttura tipica della sintesi genitale Infatti le pulsioni parziali hanno già le loro mete i loro oggetti le loro fonti e la loro spinta
La meta è il "piacere d’organo" Si tratta del soddisfacimento a cui mira la pulsione e che Freud considera come abbiamo visto come una delle sue proprietà
Con la sintesi si pongono al servizio della funzione riproduttiva Dunque con la sintesi si entra nel dominio genitale che rappresenta il luogo di unificazione delle pulsioni parziali anche se questa unificazione non è mai totale
Infine per quanto riguarda il rapporto tra i due tipi di pulsioni le pulsioni sessuali si appoggiano inizialmente a quelle di conservazione che rappresentano le funzioni vitali: il soddisfacimento erotico orale si appoggia alla nutrizione mentre il soddisfacimento erotico anale si appoggia alla defecazione o ritenzione ecc Questo significa come vedremo più avanti che le pulsioni sessuali seguono inizialmente le vie aperte dalle pulsioni di autoconservazione
Metapsicologia del sogno esami temi
Tutto questo insieme di forze che abbiamo descritto nel sogno cerca di realizzarsi spinge per trovare un proprio appagamento Ed è questo campo pulsionale o libidinale che è sottoposto a censura nel lavoro onirico Nel VII capitolo de L’interpretazione dei sogni 1899 Freud elabora una teoria dell’apparato psichico organizzato in istanze tra cui alcune impongono la censura mentre un’altra che è l’inconscio spinge per affermarsi Infatti si tratta di capire il passaggio dal sistema inconscio alla coscienza Si sa che questo passaggio implica in Freud l’articolazione di tre punti di vista che stanno alla base della dottrina metapsicologica: topica dinamica ed economica
Innanzitutto la rappresentazione topica si impone per il fatto stesso che tendiamo a spazializzare l’apparato psichico ossia a rappresentarcelo come costituito da sistemi diversi tra i quali passano i contenuti rappresentativi Quando abbiamo parlato della deformazione abbiamo lasciato intendere che qualcosa che si trova in una località spinge per "penetrare" in un’altra località mentre quest’ultima cerca in tutti i modi di "rimuoverla" Questa idea a tutta prima presenta una certa ingenuità Scrive Freud a questo proposito:
"Tentiamo ora di correggere alcune concezioni che potevano essere fraintese finché consideravamo i due sistemi nel senso più immediato e grossolano come due località poste all’interno dell’apparato psichico: queste concezioni hanno lasciato la loro impronta nell’espressione "rimuovere" e "penetrare" Quando dunque diciamo che un pensiero inconscio tende alla traduzione nella coscienza non intendiamo dire che debba formarsi un secondo pensiero situato in un altro punto una trascrizione per così dire accanto alla quale continua a sussistere l’originale; e anche per la penetrazione nella coscienza intendiamo escludere accuratamente qualsiasi idea di cambiamento di luogo" p 511
In questo brano Freud cerca di far valere una rappresentazione dinamica in opposizione ad una riduzione puramente topica dei processi psichici La rappresentazione topica da sola risulta statica se non si articola con una visione dinamica ed economica
Resta tuttavia da chiarire che cosa intendiamo quando diciamo che un pensiero preconscio che non può essere accettato dalla coscienza viene rimosso ossia collocato nell’inconscio
Quando diciamo che un pensiero preconscio viene rimosso e poi accolto dall’inconscio queste immagini — prese a prestito da una cerchia di idee che ricorda la lotta per un terreno — potrebbero indurci all’ipotesi che realmente in una delle località psichiche un ordinamento venga dissolto e sostituito da un ordinamento nuovo nell’altra località Utilizziamo dunque per questi paragoni un’immagine che sembra corrispondere meglio alla situazione reale vale a dire: un investimento energetico viene trasferito su un determinato dispositivo o ne viene ritirato di modo che la struttura psichica viene a trovarsi sotto il dominio di un’istanza o ne viene distolta Qui sostituiamo ad un modo di rappresentazione topica un modo di rappresentazione dinamica; non è la struttura psichica che ci appare elemento mobile bensì la sua innervazione p 555
Il processo qui descritto è anche alla base della rimozione Essa presuppone infatti una slegatura dell’energia sessuale da una determinata rappresentazione e il suo spostamento su un’altra rappresentazione ricordiamoci che lo spostamento è uno dei meccanismi della formazione del sogno Anche la condensazione non è nient’altro che la convergenza dell’intensità di una serie di rappresentazioni in un’unica rappresentazione che funge da "punto nodale"
Noi abbiamo visto che le pulsioni spingono per realizzare il loro soddisfacimento ossia annullarsi Il punto di vista economico riguarda anche questa tendenza dell’energia pulsionale a scaricarsi Ragion per cui le pulsioni non cessano di spingere per soddisfarsi Questo significa che se la censura impedisce ad una rappresentazione di diventare cosciente non può impedire che l’energia si allei per scaricarsi ad altre rappresentazioni Così capita che in alcuni sogni viviamo situazioni altamente investite che ci appaione discordanti rispetto al valore che quelle situazioni hanno generalmente nella nostra vita Per esempio soffriamo per qualcuno che ci è completamente indifferente: questo accade perché questo qualcuno ha attirato a sé tutta l’energia che era legata alla rappresentazione di qualcun altro per noi molto importante esami temi
Tuttavia questo non significa affatto che Freud abbandonerà la descrizione topica ma la articolerà ai due altri punti di vista Per Freud lo psichico è diviso almeno in quest’epoca di cui ci stiamo occupando in tre sistemi: inconscio sede del desiderio e delle stesse pulsioni preconscio e coscienzapercezione La censura di cui abbiamo parlato si esercita ad un duplice livello: tra il conscio e il preconscio e tra l’inconscio e il preconscio Freud modificherà nel corso degli anni la sua visione dell’apparato ma manterrà sempre viva l’idea che lo psichico non si riduce assolutamente alla coscienza
Il metodo dell'interpretazione
Già dal titolo dell’opera del 1899 si comprende che il problema principale dell’opera freudiana verte sulla questione dell’interpretazione deutung Ma perché un sogno deve essere interpretato Evidentemente perché il suo senso non è dato immediatamente Infatti ""interpretare un sogno" significa indicare il suo "senso" sostituirlo con qualche cosa che si inserisca come elemento di grande importanza e di pari valore nella concatenazione delle nostre azioni psichiche" S Freud 1899 p99 Questo vuol dire come vedremo meglio più avanti che il sogno nasconde sempre il suo senso e che interpretarlo significa svelarne il significato nascosto
Ora il senso del sogno lo possiamo svelare solo attraverso un metodo adeguato all’oggetto In realtà tentativi di elaborare metodi di interpretazione del sogno già c’erano stati prima del testo freudiano Infatti lo stesso Freud prima di esporre il suo "metodo" interpretativo fa alcune considerazioni critiche su due procedimenti popolari di interpretazione del sogno
Analisi di due metodi popolari
Si tratta di due metodi che provengono dalla tradizione sacerdotale antica ed in particolar modo dall’antico Egitto
Il primo metodo considera il sogno come una totalità indivisibile e lo sostituisce con un altro contenuto analogo Si tratta di un’interpretazione simbolica del sogno Per illustrare questo metodo Freud riferisce la "spiegazione del sogno del faraone fornita dal biblico Giuseppe Sette vacche grasse alle quali seguono sette vacche magre che divorano le prime: è una sostituzione simbolica della predizione di sette anni di carestia in Egitto che divoreranno tutta l’abbondanza accumulata nei sette anni fortunati" p 100
Diverso da questo è il secondo metodo che introduce una "scomposizione" del testo onirico
Questo potrebbe essere definito metodo di decifrazione perché tratta il sogno come una specie di linguaggio cifrato in cui ogni segno viene tradotto secondo una chiave prestabilita in un altro segno di significato conosciuto p100
Anche qui per spiegare questo metodo Freud riporta un esempio "Ho sognato per esempio una lettera ma anche un funerale eccetera; consulto ora un "libro dei sogni" e trovo che "lettera" va tradotto con "dispiacere" funerale con "fidanzamento"" p 100
Si può notare che questo metodo pur scomponendo la scena onirica nei suoi elementi presuppone un codice fisso di significati a partire dal quale il sogno diviene leggibile Era questo il secondo procedimento dei sacerdoti egiziani i quali facevano riferimento nell’interpretazione del sogno al codice dei geroglifici simbolici che serviva loro da fondamento Come avrebbero potuto infatti asserire che il drago significava la sovranità e che un serpente indicava la malattia se non facendo riferimento ad un insieme fisso di significati Ecco qual è la conclusione di Freud rispetto ai due metodi:
Non v’è dubbio che i due procedimenti popolari d’interpretazione del sogno sono inutilizzabili per la trattazione scientifica dell’argomento Il metodo simbolico è di applicazione limitata e incapace di una spiegazione generale Nel metodo di decifrazione la cosa più importante sarebbe l’attendibilità della "chiave" del libro dei sogni mentre di ciò manca qualsiasi garanzia p 102
Il metodo delle libere associazioni
Freud rompe con ambedue i metodi introducendo un livello di complessità maggiore nella decifrazione del sogno
"Il mio metodo infatti non è comodo come il popolare metodo di decifrazione che traduce il contenuto del sogno in base ad una chiave fissa; anzi sono quasi rassegnato al fatto che lo stesso contenuto possa rivestire un significato diverso secondo le persone ed il contesto" p 106 corsivo nostro
Dall’ultima affermazione di Freud si capisce che questa complessità è data dall’introduzione della soggettività nella ricerca del senso del sogno I due metodi precedenti infatti abolivano completamente il riferimento al sognatore perché ambedue fondati sul presupposto che il sogno avesse un’origine divina Esso non era altro che il messaggio che la divinità inviava agli esseri umani i quali non erano mai artefici dei loro sogni Questo spiega perché interpreti del sogno potevano essere solo i sacerdoti cioè coloro che detenevano le chiavi per decifrare questo messaggio
Ora il primo segno di introduzione della soggettività è considerare il sogno come un "fenomeno psichico" S Freud 191517 p 275 e dunque come una produzione psichica Notiamo di sfuggita che questa è anche una critica alla scienza medica di fine ’800 inizi ’900 che faceva del sogno un "fenomeno somatico" Anche questa concezione — che aveva la pretesa di essere scientifica — escludeva a suo modo il soggetto quando per esempio definiva il sogno come "un processo somatico in tutti i casi inutile" p 262 In quest’ottica il lavoro di interpretazione del sogno cioè la ricerca del suo senso non avrebbe nessuna ragion d’essere esami temi
In secondo luogo con l’introduzione del soggetto si ha contemporaneamente una variazione radicale nel metodo interpretativo Quest’ultimo infatti per essere adeguato al suo oggetto cioè al sogno come "fenomeno psichico" non può escludere la soggettività Perciò nel lavoro di interpretazione del sogno la parola spetta sempre al sognatore In un passo folgorante Freud articola i due momenti: il sogno come "fenomeno psichico" e il nuovo metodo di investigazione del suo senso
Procediamo dunque nel nostro lavoro con l’ipotesi che il sogno sia un fenomeno psichico In tal caso esso è una produzione e un’espressione del sognatore tale però da non dirci nulla da risultarci incomprensibile Ora cosa fate voi nel caso che io mi esprima in modo per voi incomprensibile Mi interrogate non è vero Perché non dovremmo fare lo stesso e chiedere al sognatore che cosa il suo sogno significhi p 275
La differenza fondamentale dunque tra questo metodo e i due precedenti consiste nel fatto che l’analista non è nella stessa posizione del sacerdote che possiede a priori il senso del sogno ma è piuttosto il sognatore stesso a detenere il significato nascosto della scena onirica la quale infatti come Freud ci ha detto è una sua "produzione" ed una sua "espressione"
Ora "il sognatore dice sempre di non sapere nulla" p 276 In verità continua Freud il sognatore "non sa di saperlo e per questo crede di non saperlo" Freud introduce così una divisione in seno al soggetto tra una credenza cosciente di non sapere e un sapere inconscio di cui la coscienza non sa nulla Dunque quando abbiamo detto che Freud introduce il soggetto abbiamo mancato di qualificare questo soggetto Rettifichiamo: Freud introduce il soggetto dell’inconscio quel soggetto di cui tutta l’opera freudiana non farà altro che giustificarne l’esistenza
Ma come portare il soggetto ad appropriarsi di questo sapere di cui non sa La prima risposta Freud l’ha data: chiedere al paziente cosa significhi il suo sogno Perciò "chiedere al sognatore come sia giunto a quel determinato sogno e di nuovo la sua prima affermazione dovrà essere considerata come una spiegazione" p 279 Meglio: giacché il soggetto ci risponde che non ne sa nulla Freud invita a "scomporre il sogno nei suoi elementi" in modo da "esaminare ogni elemento separatamente" p 280
Quando invito qualcuno a dire ciò che gli viene in mente a proposito di un determinato elemento del sogno è come se pretendessi da lui che si abbandoni all’associazione libera tenendo fissa una rappresentazione iniziale Questo richiede uno speciale atteggiamento dell’attenzione che è del tutto diverso da quello che si ha nella riflessione e che esclude la riflessione p 281 esami temi
È questo il metodo dell’associazione libera che portò Freud all’abbandono dell’ipnosi e alla scoperta della psicoanalisi Per evitare fraintendimenti chiariamo preliminarmente il senso del termine "libera" nell’espressione "associazione libera" o meglio per essere più precisi: "libera associazione"
Innanzitutto se il punto di partenza è dato da una parola — come negli esperimenti di Jung — o da una rappresentazione della scena onirica — come nel caso qui esposto da Freud — il decorso associativo può essere considerato "libero" a condizione di non essere orientato da una volontà selettiva cioè da una volontà che impone di seguire delle rappresentazioni selezionate sulla base per esempio della loro coerenza come nel caso del discorso razionale Ricordiamo che questa "libertà" si accentua quando non viene dato nessun punto di partenza come nel caso della regola fondamentale prescritta dall’analista al paziente In quest’ultimo caso infatti il punto iniziale della catena associativa è dato da una rappresentazione mentale del paziente emersa anch’essa in maniera "libera"
In secondo luogo l’esclusione di un’intenzione selettiva non implica che il decorso associativo sia completamente privo di finalità Infatti le libere associazioni evidenziano un ordine determinato dell’inconscio: " rinunciando alle rappresentazioni finalizzate coscienti il predominio sul decorso rappresentativo passa a rappresentazioni finalizzate celate" S Freud 1899 p 485 È questo il principio di determinazione che regge la vita psichica secondo cui nulla vi accade casualmente ma tutto è prodotto grazie alle vie associative dalle forze inconsce Così le associazioni emergenti non sono completamente libere e dipendono non solo dalla rappresentazione iniziale — laddove è presente — ma anche "da cerchie di pensieri e interessi potenti dal punto di vista affettivo da complessi il cui concorso non è noto al momento ossia è inconscio" p 283
Vedremo che molti di questi complessi inconsci hanno a che vedere con la sessualità di cui parleremo nel prossimo capitolo Per il momento assumiamo ciò: in virtù del determinismo della vita psichica ossia di una concatenazione inconscia finalizzata le rappresentazioni emergenti nelle associazioni libere sono in relazione significante con il sogno esami temi
Analisi di un sogno campione: il sogno dell’iniezione a Irma
Niente può spiegare il metodo di interpretazione del sogno meglio del modo in cui Freud lo mostra all’opera nell’analisi di un sogno fatto da lui e come abbiamo già detto diventato ormai famoso
Innanzitutto Freud ci ricorda che ogni sogno ha una premessa La premessa costituisce l’antecedente storico immediato del sogno antecedente che offre lo spunto del sogno e che ritroviamo sempre ad un’attenta analisi negli elementi della scena onirica Perciò bisogna tener conto della sua presenza ogni volta che ci accingiamo ad interpretare un sogno
Freud ci dice che nell’estate del 1895 aveva curato una giovane donna Irma legata a lui e ai suoi familiari da una certa amicizia Si sa che in campo psicoterapeutico una relazione di amicizia tra il medico e il paziente può turbare decisamente il processo della cura Secondo Freud il successo di questa terapia fu parziale e anche se la giovane Irma aveva risolto il problema della sua angoscia isterica non si era tuttavia liberata dei sintomi somatici Dunque per Freud la "cura analitica" non fu certamente risolutiva Del resto a ciò bisogna aggiungere che egli era all’inizio delle sue scoperte psicoanalitiche
Un giorno un collega nonché amico di Freud Otto gli disse di aver visto Irma; a questa affermazione Freud gli chiese come l’avesse trovata e la risposta del giovane — "Sta meglio ma non del tutto bene" — irritò non poco Freud che la sera stessa scrisse quasi per giustificarsi un resoconto del caso clinico della malattia di Irma da consegnare al dottor M un’autorità in campo medico La notte fece il seguente sogno
Sogno del 2324 luglio 1895
Un grande salone molti ospiti che stiamo ricevendo Tra questi Irma che prendo subito in disparte come per rispondere alla sua lettera e rimproverarla di non accettare ancora la "soluzione" Le dico: "Se hai ancora dolori è veramente soltanto colpa tua" Lei risponde: "Sapessi che dolori ho ora alla gola allo stomaco al ventre e mi sento tutta stretta" Mi spavento e la guardo: è pallida gonfia Penso: dopo tutto forse non tengo conto di qualche cosa di organico La porto alla finestra e le guardo la gola Irma mostra una certa riluttanza come le donne che portano la dentiera Penso che non ne ha proprio bisogno La bocca poi si apre bene e vedo a destra una grande macchia bianca e in un altro punto accanto a strane forme increspate che imitano evidentemente le conche nasali estese croste grigiaste Chiamo subito il dottor M che ripete la visita e conferma il dottor M ha un aspetto assolutamente diverso dal solito: è molto pallido zoppica non ha barba al mento Anche il mio amico Otto si trova ora accanto a Irma e l’amico Leopold la percuote sul corsetto e dice: "C’è una zona di ottusità in basso a sinistra"; e indica inoltre un tratto di cute infiltrato sulla spalla sinistra cosa che anch’io sento nonostante il vestito M dice: "Non c’è dubbio è un’infezione; ma non importa; sopraggiungerà una dissenteria e il veleno sarà eliminato" Inoltre sappiamo subito da dove proviene l’infezione Qualche tempo fa per un’indisposizione l’amico Otto le ha fatto un’iniezione con un preparato di propile propilene acido propionico trimetilamina ne vedo la formula davanti ai miei occhi stampata in grassetto Non si fanno queste iniezioni con tanta leggerezza probabilmente anche la siringa non era pulita S Freud 1899 pp 108109 esami temi
Certamente la premessa e il contenuto manifesto del sogno non bastano di per sé a dare conto del suo significato Per individuare il senso nascosto bisogna procedere all’analisi cioè alla scomposizione degli elementi del sogno Ricordiamo che analisi viene dal greco análysis derivato da analyein "sciogliere" A ciò si aggiunga la libera associazione a partire dagli elementi così scomposti Vediamo dunque direttamente il procedimento analitico proposto da Freud Tutto ciò che segue la frase in corsivo rientra nel campo delle libere associazioni
Il salone molti ospiti che stiamo ricevendo Quell’estate abitavamo alla Bellevue una casa isolata posta su uno dei colli che si congiungono al Kahlenberg La casa era stata un tempo destinata a locale di divertimento e aveva quindi stanze molto alte simili a grandi atri Il sogno è stato fatto alla Bellevue e precisamente pochi giorni prima del compleanno di mia moglie Quel giorno mia moglie aveva detto che per il suo compleanno aspettava come ospiti molti amici fra i quali anche Irma Il sogno anticipa dunque questa situazione: è il compleanno di mia moglie e stiamo ricevendo molte persone tra le quali Irma nel grande salone della Bellevue
Rimprovero Irma di non aver accettato la soluzione; dico: "Se hai ancora dolori è colpa tua" Avrei potuto dirle o forse le ho detto la stessa cosa anche da sveglio [] Rilevo dalla frase che dico a Irma in sogno che soprattutto non voglio essere colpevole dei dolori che avverte ancora Va cercato forse in questa direzione l’intento del sogno esami temi
Le lamentele di Irma: dolori alla gola al ventre e allo stomaco; si sente tutta stretta Dolori allo stomaco facevano parte del complesso sintomatico della mia paziente ma non erano molto accentuati si lamentava piuttosto di sensazione di malessere e di nausea Dolori alla gola al ventre senso di costrizione rivestivano scarsa importanza Mi meraviglio d’aver scelto nel sogno quei sintomi e per il momento non riesco a trovarne ragione
È pallida e gonfia La mia paziente è sempre stata di colorito roseo Sospetto che qui le si sostituisca un’altra persona
Mi spavento all’idea di non essermi accorto di un’affezione organica Una paura continua questa come è facile credermi dello specialista che vede quasi esclusivamente nevrotici e che è abituato ad attribuire a isteria moltissimi fenomeni che altri medici curano come organici D’altra parte si insinua in me — non so da dove — un leggero dubbio sulla sincerità del mio spavento Se i dolori di Irma sono di natura organica non sono tenuti a guarirli La mia cura elimina soltanto dolori isterici Mi sembra quasi di dover desiderare un errore diagnostico perché si eliminerebbe così il rimprovero di insuccesso
La porto alla finestra per guardarle la gola Irma mostra una certa riluttanza come le donne che portano denti finti Penso che non ne ha proprio bisogno Non ho mai avuto motivo di esaminare la cavità orale di Irma L’episodio del sogno mi ricorda la visita fatta tempo fa a una governante che da principio mi era sembrata di una bellezza giovanile ma che nell’aprire la bocca aveva preso determinate precauzioni per nascondere la dentiera A questo episodio si allacciano altri ricordi di visite mediche e di piccoli segreti spiacevoli per entrambe le parti che vengono svelati in queste circostanze Non ne ha proprio bisogno: a prima vista è un complimento per Irma; suppongo però che abbia anche un altro significato A un’analisi attenta ci si rende conto se abbiamo esaurito oppure no i pensieri sottintesi che dovevamo aspettarci Il suo modo di stare vicino alla finestra mi ricorda improvvisamente un altro episodio Irma ha un’amica intima che stimo moltissimo Una sera facendole visita la trovai presso la finestra nella situazione riprodotta nel sogno mentre il suo medico lo stesso dottor M dichiarava che aveva una placca difterica La persona del dottor M e la placca ritornano nel seguito del sogno Mi viene in mente ora che negli ultimi mesi avevo avuto ogni buona ragione di ritenere isterica anche quella donna Anzi Irma stessa me l’ha rivelato Ma che cosa so delle sue condizioni Solo questo che soffre di un senso di costrizione isterica come nel sogno la mia Irma In sogno ho dunque sostituito alla mia paziente la sua amica Ricordo ora di avere spesso considerato con piacere l’idea che anche quest’amica potesse ricorrere a me per farsi liberare dei suoi sintomi Io stesso però finivo per ritenere la cosa improbabile perché è di natura molto riservata Era riluttante come dimostra il sogno Un’altra spiegazione sarebbe il fatto che non ne ha bisogno; finora in verità si è dimostrata abbastanza forte per sopportare senza aiuto d’estranei la sua condizione Rimangono ancora alcuni tratti che non riesco a rapportare né a Irma né all’amica: pallida gonfia denti finti I denti finti mi avevano ricondotto a quella governante; ora sono propenso ad accontentarmi di denti malati Poi mi viene in mente un’altra persona cui potrebbero alludere quei tratti Anche questa non è mia paziente né io vorrei averla come tale perché ho notato il suo imbarazzo di fronte a me e non la ritengo una malata docile Di solito è pallida; in un periodo particolarmente buono era gonfia Ho dunque confrontato la mia paziente Irma con altre due persone che si ribellerebbero anch’esse al mio trattamento Che significato può avere il fatto ch’io l’abbia in sogno scambiata con la sua amica Forse questo: che vorrei scambiarla; l’altra risveglia in me maggior simpatia; oppure ho una migliore opinione della sua intelligenza Difatti ritengo Irma sprovveduta perché non accetta la mia soluzione; l’altra sarebbe più intelligente cederebbe quindi prima La bocca poi si apre bene: racconterebbe più di quanto non faccia Irma pp 109111 esami temi
Fermiamoci qui Non possiamo seguire tutta la scomposizione effettuata da Freud Comunque è chiaro cosa significa per Freud interpretare un sogno in modo psicoanalitico Significa scomporre gli elementi del sogno e associare ad essi tutto ciò che viene in mente Gli elementi del sogno nascondono un significato che deve essere svelato: è questo il senso ultimo del lavoro di interpretazione Ma in che consiste questo significato Questa è una domanda importante Infatti continuando in questa analisi Freud arriva al nocciolo del sogno che consiste nell’appagare il desiderio che sia il suo amico Otto il vero responsabile della malattia di Irma 118 È una piccola vendetta che Freud si prende nei suoi confronti per avergli detto non senza soddisfazione che la sua paziente non era guarita
Dialettica trascendentale
Kant negò l’efficacia dimostrativa della dialettica considerandola un metodo improprio di ragionamento in cui la ragione formula giudizi relativi a idee generali unificando serie indeterminate di contenuti privi di riferimento all’esperienza empirica Le idee così ottenute non hanno efficacia conoscitiva
Paralogismi Antinomie
I paralogismi sono i falsi sillogismi della psicologia razionale nei quali l’idea di anima è oggetto di giudizi riferiti a un sostrato di cui non è data intuizione sensoriale Per la stessa ragione le quattro coppie di giudizi iperfisici riferiti all’idea di cosmo sono irrisolvibili antinomie prive di riferimento intuitivo
Postulati
I "postulati della ragion pratica" sono: la libertà l’immortalità dell’anima e l’esistenza di Dio Queste tre idee devono ragionevolmente essere ammesse come condizione della possibilità dell’imperativo categorico; infatti occorre ammettere ciò che la legge morale presuppone necessariamente come condizione della propria obbligatorietà
Libertà
È il postulato connesso alla facoltà umana di agire senza condizionamenti La voce della ragione che non può essere inutile indica un imperativo che l’uomo è libero di ascoltare o meno; tale voce non avrebbe senso se fosse rivolta a un essere impossibilitato a scegliere se ascoltarla oppure no Si deve quindi postulare che l’uomo sia libero perché tale libertà è la condizione che dà senso all’imperativo
Immortalità dell’anima esami temi
È postulata da Kant sul presupposto che la santità non sia conseguibile in vita L’imperativo morale in quanto ha senso non può prescrivere l’impossibile adesione alla legge morale; pertanto è ragionevole postulare che l’anima individuale sia immortale e che perfezioni la propria conformità alla legge morale nella vita ultraterrena
Esistenza di Dio
È postulata da Kant evidenziando che l’uomo onesto e giusto è spesso ripagato con l’ingratitudine ed è afflitto dalle avversità Dall’osservanza della legge morale egli non si aspetta vantaggi se ne cercasse vanificherebbe il valore morale delle proprie azioni tuttavia è plausibile immaginare che indipendentemente dalle sue aspettative l’uomo che esegue ciò che è comandato dalla ragione possa essere felice È dunque ragionevole postulare che un Essere supremo costituisca la sintesi di virtù e felicità Sommo bene
Regno dei fini
Con questa locuzione Kant intese il regno spirituale creato dagli uomini attraverso comportamenti razionali conformi all’imperativo morale universale
Finalismo esami temi
È il principio "regolativo" del "giudizio riflettente" che spinge l’uomo universalmente a vedere la realtà secondo un’immagine diversa da quella prodotta dall’intelletto nel "giudizio determinante" e che nulla vi aggiunge in termini di conoscenza della natura
Sentimento
Nella Critica del giudizio Kant distinse il sentimento del bello come facoltà del piacere dall’intelletto la facoltà del conoscere e dalla ragione quella del volere Anche il "sentimento teleologico" della finalità in natura; telos = fine è privo di valenza conoscitiva nulla aggiungendo alla conoscenza che l’intelletto umano può avere della natura e nondimeno è universale essendo la propensione universale a conferire alla natura l’immagine di un organismo e non di un meccanismo la cui espressione più alta e completa è l’uomo
Gli idealisti tedeschi: Fichte Schelling Hegel
dai Quaderni della maturità filosofia esami temi
Idealisti e dogmatici
Fichte denominò "idealisti" coloro che affermano la libertà del soggetto Io da ogni condizionamento esterno non io e si fanno partecipi del primato dello spirito sulla materia I "dogmatici" invece ritengono che le proprie facoltà di conoscere e di agire siano limitate dai condizionamenti esterni
Dottrina della scienza
Per "scienza" Fichte intese la filosofia teoretica che studia non l’esistenza ma il problema della fondazione di ogni possibile esistenza ricercandone il principio assoluto fondamento
Intuizione intellettuale
Fichte attribuì all’uomo oltre che l’intuizione sensoriale la facoltà di intuire preconcettualmente la realtà noumenica al di là dei limiti fenomenici; mediante l’intuizione immediata del proprio io l’uomo distingue sé e il proprio agire dalla realtà esterna
Idealismo trascendentale
Schelling denominò così la propria filosofia in quanto traccia una sorta di "storia progressiva dell’autocoscienza" attraverso cui l’Io si eleva fino alla coscienza Questa "storia" evidenzia che "quelle stesse potenze dell’intuizione le quali trovansi nell’Io possono entro un certo limite essere mostrate anche nella natura"; l’idealismo trascendentale pone dunque un "parallelismo tra il principio intelligente e la natura"
Genialità
Secondo i romantici l’artista è "genio" La genialità è altra cosa rispetto al talento o all’abilità che si manifestano nei vari campi del lavoro intellettuale e scientifico nei quali il progredire dei risultati non è frutto di un’intuizione geniale ma scaturisce dall’opera diligente di esecutori che compilano parti seguono canoni e schemi senza un’idea complessiva e originale
Musica e poesia
Secondo Schelling i poeti e i musicisti sono gli artisti che meglio entrano in sintonia con lo SpiritoNatura perché nelle loro creazioni non si avvalgono di strumenti materiali ma prevalentemente di simboli
IntellettoRagione
Secondo Hegel la facoltà intellettiva verstand è lo strumento delle filosofie "della riflessione"; essa determina astrattamente la realtà il finito disconoscendone la natura dialettica
Hegel propose una concezione metafisica della ragione vernunft considerata come l’autocoscienza dello Spirito; essa rivela la natura dialettica del finito riportandolo nell’unità concreta dello Spirito esami temi
Spirito
Hegel considera lo Spirito non una sostanza compiuta ma il principio della realtà che in virtù della dialettica di identità e negatività perviene all’"autocoscienza" in un divenire circolare Lo Spirito è identità perché essendo assoluto non può essere diverso da sè; è negatività perché è in divenire cioè sviluppa la propria identità negando i momenti precedenti antitesi e conservandoli nella sintesi
Realtà
Secondo Hegel lo Spirito infinito che solo è reale si rivela attraverso le determinazioni finite ideali e queste nella loro concatenazione razionale manifestano dialetticamente lo Spirito In questo senso in Filosofia del diritto Hegel affermò che la realtà evidenzia nelle sue determinazioni la propria necessità "il reale è razionale" e che quindi la razionalità esiste "il razionale è reale"
Dialettica
Nell’idealismo hegeliano le determinazioni sia materiali che intellettuali della realtà sono "dialettiche"; nella "risoluzione immanente" della dialettica la "negazione determinata" supera "toglie" l’unilateralità delle determinazioni particolari "negazione della negazione" È proprio dello Spirito il negarsi conservandosi nel momento dialettico successivo
Essere
Hegel intende l’essere sein = realtà naturale come tesi di una triade dialettica che attraverso l’essenza che toglie l’indeterminatezza dell’essere culmina nel concetto come autocoscienza dell’essere In Filosofia del diritto rifacendosi a Eraclito Hegel assorbì il concetto di essere in quello di divenire L’essere finito rientra nella necessità razionale se negando la propria esistenza effimera accidentale e causale contraddice se stesso
Identità e Riconoscimento
L’identità individuale secondo Hegel costituisce la "sintesi" dialettica del particolare e dell’universale; l’individuo si caratterizza per il "desiderio di riconoscimento"; infatti si realizza come "uomo"se altri "riconoscono" la sua individualità "L’uomo è necessariamente riconosciuto e necessariamente riconoscente" Pertanto mediante la contrapposizione dialettica l’individuo compie il superamento della propria esistenza naturale "esistenza empirica immediata" e così passa dallo stato di natura alla condizione sociale
SignoriaServitù
È una delle manifestazioni "figure fenomenologiche" dello spirito oggettivo che Hegel tratteggia in Fenomenologia dello Spirito; questa figura "narra" l’evoluzione dialettica dell’individuo dalla condizione naturale che viene "negata" a quella sociale Nella dimensione sociale l’uomo diventa servo o signore a seconda dell’esito che il suo desiderio di "riconoscimento" consegue nella "lotta per il prestigio" Si tratta di mettere in pericolo la propria stessa esistenza pur di costringere l’"altro" a questo riconoscimento: diventa signore chi prevale Tuttavia secondo Hegel la dialettica tra servo e signore continua anche dopo il riconoscimento e il servo ha un vantaggio che conduce al ribaltamento "negazione della negazione": grazie al lavoro egli "media" la propria condizione e "nega" la datità servile riscattandosi socialmente; il signore al contrario godendo privilegi non ripropone la negazione ed esce perdente nelle successive fasi dialettiche della storia
Arte esami temi
Hegel considerò l’arte la manifestazione sensibile dello Spirito assoluto che si oggettiva nella materia come imprigionato nell’esistenza particolare Infatti le forme artistiche sviluppatesi nelle diverse civiltà anche le più spirituali musica e poesia manifestano lo Spirito attraverso intuizione e sensazione e pertanto non nella sua universalità concettuale
In séPer sé
In Scienza della logica Hegel definì in sé il concetto nella sua immediatezza e astrazione privo di determinazioni; egli disse per sè la realtà compiuta attraverso la mediazione e il superamento del fuori di sé Questa dialettica triadica di in sé fuori di sé e in sé per sé è la chiave di interpretazione di tutta la realtà; per esempio nella triade dialettica dell’Idea l’in sé è l’essere nella sua indeterminatezza cioè non mediato concettualmente; la sua antitesi è la determinazione l’essenza in quanto è pensata esterna alla coscienza fuori di sé ma è infine risolta nella sintesi del concetto interno alla coscienza esami temi
I filosofi irrazionalisti: Schopenhauer Kierkegaard Nietzsche
dai Quaderni della maturità filosofia
Categorie
Secondo Schopenhauer le tre categorie spazio tempo e causalità sono concetti illusori e fuorvianti; mediante essi la mente umana si "rappresenta" la realtà come risultante da fenomeni e nessi relazionali contingenti Questa "rappresentazione" non ha corrispondenza oggettiva nella realtà che infatti piuttosto che esserne spiegata è celata dal "Velo di Maya"
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